Pizzo Baciamorti-Monte Aralalta-Monte Sodadura

 

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La prima parte della gita, tra Capo Foppa e il Passo Baciamorti, si svolge in gran parte nel bosco che, tra maggio e giugno, presenta una straordinaria fioritura di Maggiociondoli, con i loro caratteristici fiori a grappolo di un giallo vivace e luminoso.
   
La Baita Baciamorti (1453 m) si trova in una vasta zona di pascoli sotto il Pizzo Baciamorti a breve distanza dal passo omonimo.  Dietro la baita, sullo sfondo della fotografia, si vede il fitto bosco attraversato dal sentiero 153.
   
Lungo la cresta Sud-Est del Pizzo Baciamorti, percorsa da un bel sentierino. A sinistra del Pizzo si vede la cima del Monte Aralalta, di poco più basso e raggiungibile in qualche minuto.
   
Lungo la cresta Sud-Est del Pizzo Baciamorti, con in primo piano una bella fioritura di Anemone narcissino (Anemone narcissiflora). In secondo piano si distende la Valle Asinina, tributaria della Val Taleggio, con il bosco percorso nella prima parte della gita. Sullo sfondo vediamo la Val Taleggio e, ormai all'orizzonte, contro il cielo, i monti di Valcava affacciati sulla Pianura Padana.
   
Un particolare della fioritura lungo la cresta: Anemoni narcissini (bianchi) e Botton d'oro (Trollius europaeus).
   
Botton d'oro. Si tratta di una pianta appartenente alla famiglia delle Ranuncolacee. Come gran parte delle piante della stessa famiglia,  il Botton d'oro è velenoso in ogni sua parte (ma innocuo essiccato).
   
Più raro, ma di grande bellezza, fiorisce su queste montagne anche il Giglio rosso o Giglio di San Giovanni (Lilium bulbiferum). In genere, a giugno inoltrato, facciamo salite più in quota, ma questa gita ci ha regalato altri aspetti della bellezza delle nostre montagne, quella dei fiori alpini, con i loro colori straordinariamente intensi.
   
Giglio rosso o Giglio di San Giovanni (il colore del fiore può variare tra il rosso e l'arancio).
   
Dalla parte alta della cresta del Pizzo Baciamorti, guardando verso Nord, si ammira il Pizzo dei Tre Signori (2554 m; a sinistra), con a destra il profondo intaglio della Bocchetta d'Inferno (2306 m) che mette in comunicazione la Val Torta (BG) con la Val Gerola (SO).
   
Ancora un'immagine ripresa sulla cresta Sud-Est del Pizzo Baciamorti, ormai in prossimità della cima. Sullo sfondo, oltre la sella del Passo Baciamorti, si alza il Monte Venturosa (1999 m). Sullo sfondo, sulla destra della foto, si vede il Monte Cancervo (1707 m).
   
Dalla Pizzo Baciamorti, verso Ovest, possiamo vedere, sulla sinistra, la caratteristica piramide del Monte Sodadura (2010 m), punto culminante della traversata. Alla sua destra si vedono le cime del gruppo dello Zuccone di Campelli. Più in lontananza notiamo la Grignetta (2177 m o Grigna meridionale, a sx) e il Grignone (2410 m o Grigna Settentrionale, a dx).
   
Dalla stessa posizione, ma con il teleobiettivo, possiamo meglio osservare la Grignetta (sulla destra) e il Monte Sodadura, alla base del quale si può notare il tratto del sentiero 101 che si percorre durante il ritorno. Dalla cima del Monte Sodadura scende a destra la cresta Nord-Ovest, lungo la quale si svolge la discesa descritta nella relazione. La salita si effettua invece dalla cresta Est, che nella foto si vede frontalmente ed è caratterizzata dall'evidente fascia detritica di colore chiaro (è il tratto ripido e un po' franoso di cui parlo nella relazione).
   

Ancora una foto scattata dal Pizzo Baciamorti, guardando verso la catena delle Alpi. Sulla sinistra spicca il Monte Disgrazia (3678 m), mentre sulla destra si delineano le cime il gruppo del Pizzo Bernina (4050 m), il "Quattromila" più orientale delle Alpi.

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