Pizzo Ciapè

 

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Un'immagine della prima parte dell'itinerario nella quale ho voluto inserire alcune indicazioni di riferimento (i numeri sono posti tutti a destra del luogo indicato): 1) il tornante quota 1227 da dove parte l'itinerario; 2) il baitello isolato presso le rocce da cui ci si abbassa per traversare su un ponticello il Rio Cantonaccio; 3) il piccolo edificio della presa dell'acqua presso cui si transita; 4) la zona con i massi dove si trova il primo ometto e dove si incontrano i primi segni rossi (sbiaditi) che aiutano, insieme alle tracce, a risalire la ripida scarpata in primissimo piano.
   
Una panoramica dalle case dell'Alpe Cama inferiore: sullo sfondo la Val Loranco con l'abitato di Cheggio e, in alto, contro il cielo, la piramide della Weissmies, uno dei quattromila del Sempione. In alto a sinistra si vede anche l'avanguardia delle nubi che poi hanno progressivamente coperto la valle e le montagne impedendomi di documentare con le immagini il carattere estremamente panoramico della salita al Pizzo Ciapè.
   
Uno sguardo alla parte finale dell'itinerario presa dal crestone che sale alla quota 2239. Si notano bene le caratteristiche della cresta finale, dall'intaglio 2222 m alla cima. La prima parte della cresta è coricata e molto facile; poi, dopo il netto intaglio roccioso ben visibile, la cresta si fa più erta ed esposta (specie a Sud; che è il lato inquadrato dalla foto); infine la cresta si impenna per il brevissimo tratto finale, che comporta una facile arrampicata con difficoltà massime di II grado.
   
Ancora un'immagine del Pizzo Ciapè, qui visto dall'intaglio 2222 pochi minuti prima che cominciasse anche a piovere. Si nota la facilità della prima parte della cresta, ma anche il carattere più "alpinistico" del tratto finale.
   
Dalla cima del Pizzo Ciapè lo sguardo può percorrere tutta l'ultima parte dell'itinerario di salita: in primo piano si nota l'aereo tratto finale; poi la cresta che collega il Pizzo Ciapè alla quota 2239 (si notano anche i dolci pendii del versante settentrionale della cresta); evidente appare anche l'erbosa quota 2239 che il sentiero aggira sui pendii a sinistra; infine si può vedere il crestone erboso che dalla quota 2239 scende verso l'Alpe Cama superiore.
   

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