Motto Rotondo (Dosso Bello)

 

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Il Motto Rotondo visto dai pressi della quota 1360 m. In primo piano si notano le case di Piaghedo, sopra le quali si alza il modesto rilievo dell'omonimo monte. Poi la cresta si sposta leggermente verso destra e sale alla quota 1689 m per abbassarsi alla successiva sella quota 1650 m circa. Si vede poi il tratto che raggiunge la quota 1979 m e quello, molto ripido, che culmina a quota 2200 m, poco prima della calotta sommitale (la cima del Motto Rotondo non si vede). Sulla destra, in apparenza più basso, si vede il Monte Durìa, m 2264.
   
Le case di Piaghedo, m 1348 (la foto è stata scattata durante la discesa). Sopra le case, sulla destra, si vede la quota 1360 m, dalla quale scende, verso sinistra, il dosso che arriva da Prà Naro.  Contro il cielo, a destra, si vede la cima del Monte Bregagno, mentre a sinistra si distinguono il Grignone e, contro il bordo dell'immagine, il Monte Muggio. Al centro, di poco emergenti dalla foschia che copre il Lago di Como, si notano le due puntine rocciose dei Corni di Canzo centrale e occidentale.
   
Un'immagine panoramica scattata verso Sud-Est. Contro il cielo si notano il Grignone, a destra, e il Legnone, a sinistra. Nella fascia mediana della foto si osserva il Lago di Como, leggermente velato dalla foschia. In primo piano si vedono due costoni: a destra quello che dalla quota 1360 m scende a Prà Naro e quindi a Dosso del Liro, a sinistra quello che parte da Bodone e lungo il quale si svolge la via normale del Monte Durìa.
   
Salendo lungo il Dosso Bello, il panorama verso Nord-Ovest è dominato dalla mole del Monte Cardinello (m 2521, una delle cime più alte della Catena dei Muncech). Nella foto si vedono il versante meridionale (illuminato dal sole) e il versante orientale (parzialmente in ombre), che scende nella selvaggia e solitaria Valle del Dosso. In primo piano, lungo i fianchi erbosi del Dosso Bello, si notano alcune delle valanghe di fondo causate dalla notevole inclinazione dei pendii.
   
Un'immagine ripresa dalla parte superiore della salita (siamo a circa 1800 m di quota). In primo piano si nota la quota 1689 m, più in basso l'arrotondata quota 1360 m. Contro il cielo, a destra si vede il Monte Bregagno, al centro si notano le montagne del Triangolo Lariano, con il Monte San Primo e i Corni di Canzo, a sinistra si vedono il Grignone e, più basso, il Monte Muggio. Leggermente coperto dalla foschia (purtroppo la giornata, per quanto bella, non era limpida e le foto ne hanno risentito) si vede il Lago di Como.
   
L'ultimo tratto della salita. In primo piano, sopra il mio compagno, si vede bene il saltino roccioso di circa 6 metri. Con poca neve si supera con una facile arrampicata di II grado; con molta neve (come in questo inverno 2008-2009) si trasforma in un'erta paretina. A sinistra scendono pendii ripidissimi, per cui il passaggio risulta esposto. Sopra il passaggio la cresta, dopo un breve tratto più ripido, diventa quasi pianeggiante e porta al punto culminante (ben visibile e caratterizzato da una piccola cornice di neve).
   
Ormai siamo quasi in cima: qui siamo sul breve tratto ripido che segue la paretina di 6 metri.
   
La cresta finale, pochi metri sotto la cima (la foto è stata scattata durante la discesa). In questo servizio ho presentato diverse foto del tratto finale per sottolineare i momenti più spettacolari di questa bella salita invernale e per metterne in evidenza il carattere "alpinistico". In ogni caso si tratta di una salita di grande respiro, lunga, panoramica, a mio avviso entusiasmante. Ha un solo limite: a causa della sua esposizione a Sud non è sempre in condizioni ideali, perché la neve se ne va molto presto, specie se è poca. In condizioni ideali, comunque, è davvero una gita da non perdere.
   
Dalla cima del Motto Rotondo, verso Est-Nord-Est, lo sguardo si imbatte subito nella vicinissima cima del Monte Durìa. Alla sua sinistra si distingue una puntina rocciosa in ombra (si tratta del Pizzo Ledù, m 2503 o del Pizzo Rabbi, m 2452, ancora nella catena dei Muncech). Più lontano, illuminata dal sole, si vede la cima del Monte Disgrazia (m 3678) . La foto è stata scattata con il teleobiettivo.
   
Verso Ovest il panorama, oltre le cime della Mesolcina, arriva fino ai quattromila delle Alpi. Su tutti spicca il Monte Rosa con il suo inconfondibile profilo. Alla sua destra, nonostante l'atmosfera poco limpida, si distinguono abbastanza chiaramente le due punte rocciose dello Strahlhorn (m 4190) e del Rimpfischhorn (m 4199) e, più a destra la vasta calotta ghiacciata dell'Alphubel (m 4208). Anche questa foto è stata scattata con il teleobiettivo.
   

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