StrÓ Granda - Prima tappa

1. Da Piedimulera fino all'Oratorio di San Carlo

 

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Nella foto a sinistra, uno scorcio di Piazza Mercato e di via Protasi a Piedimulera, da dove inizia il percorso della StrÓ Granda. Sulla destra della foto vediamo uno scorcio della facciata di Palazzo Testoni (sec. XVI). Nell'altra foto vediamo la galleria sotto la Torre Ferreri o Ferrari (ma sul cartello in Piazza Mercato Ŕ chiamata anche Torre Ferriero): in passato, chi saliva in Valle Anzasca lungo l'antica mulattiera doveva passare di qua e pagare un dazio ai proprietari della torre (la famiglia dei Ferrari e Ferreri, proprietari della torre).

A sinistra, guardando indietro dalla mulattiera vediamo la Torre Ferreri, uno dei principali monumenti storici di Piedimulera. Fu costruita tra il 1594 e il 1597 per volontÓ di Desiderio Ferreri (il cognome della famiglia deriva dall'ars ferraria, cioŔ la lavorazione del ferro, di cui erano abili e ricchi imprenditori). Fu costruita assieme all'adiacente palazzo, che era la vera residenza della famiglia. Nella foto a destra vediamo la mulattiera e il cippo in memoria del giovane partigiano Ugo Maspero, caduto per la libertÓ a 18 anni, l'8 settembre 1944.

A sinistra: gli affreschi sulla facciata dell'Oratorio di San Giovanni Nepomuceno (non proprio in buone condizioni) tra le case della frazione Croppala (poco pi¨ avanti si passa accanto anche all'Oratorio di San Luigi Gonzaga). A destra, un'altra immagine della mulattiera.

A sinistra: la mulattiera tra le case della frazione Croppala (molte mi sono sembrate in stato di abbandono). A sinistra vediamo invece il viottolo che attraversa la frazione Pairazzo e porta all'antico forno (oltre che, con un percorso pi¨ lungo, alla Cappella della Pace).

Nella foto a sinistra vediamo l'antico forno di Pairazzo, risalente probabilmente al XVII secolo (restaurato nel 2007). Questi forni (se ne incontrano parecchi lungo la StrÓ Granda) servivano per la panificazione consortile delle piccole comunitÓ che abitavano le varie frazioni. A destra vediamo la Chiesa di Sant'Antonio Abate (sec. XVII) a Cimamulera, davanti alla quale, seminascosto dal grande ippocastano, si trova l'Oratorio di San Rocco (sec. XVI). Sullo sfondo si ammira il Monte Rosa, il vero signore della valle.

A sinistra vediamo la bella piazzetta di Cimamulera (frazione di Piedimulera) ombreggiata dal grande ippocastano (nell'edificio di cui si scorge solo una piccola porzione, sono raccolti alcuni strumenti per la lavorazione del latte). A destra vediamo il Monte Rosa con le sue quattro cime. Da destra si distinguono chiaramente: la Punta Nordend (4609 m), la Punta Dufour (4634 m), la Punta Zumstein (4563 m) e la Punta Gnifetti (4554 m). La puntina che si nota a sinistra della Gnifetti Ŕ invece la Punta Parrot (4432 m).

Due belle case della frazione Madonna (siamo ancora nel comune di Piedimulera). Nella foto a destra vediamo la casa con l'arco ribassato davanti alla quale passa la mulattiera.

A sinistra: uscendo dalla frazione Madonna. Seminascosto dall'albero si vede l'Oratorio della Madonna delle Grazie (sec. XVII). A destra vediamo invece la mulattiera passare poco sopra le case di Morlongo. Dalla cappella si pu˛ scendere tra le case per vedere l'antico torchio per la spremitura dell'uva (la deviazione richiede pochi minuti).

Due immagini di Morlongo. Nella foto a sinistra vediamo l'edificio dell'antico torchio, risalente probabilmente al XVII secolo. All'interno si pu˛ ammirare la possente trave lunga nove metri.

Un altro bel tratto della mulattiera immerso nel bosco e, a destra, l'antico forno di Meggiana. La piccola struttura risale probabilmente alla fine del XVI secolo o all'inizio del XVII.

Un'altra immagine di Meggiana (l'ultima frazione di Piedimulera attraversata dall'itinerario) e un tratto della mulattiera appena fuori della piccola frazione sullo sfondo del Monte Rosa.

A sinistra, particolare della facciata dell'Oratorio di San Carlo Borromeo (il cui ritratto Ŕ affrescato sopra la porta), nel territorio della frazione Meggianella (Comune di Calasca-Castiglione). L'edificio religioso Ŕ ritenuto il pi¨ antico della valle (anteriore al 1610).  Nella foto a destra vediamo uno scorcio della Valle Anzasca sullo sfondo del Monte Rosa (che si vede spesso, ma non sempre, durante la prima tappa). Si vede anche come, in questo prima parte, il fondovalle risulti stretto e incassato (a volte una vera e propria forra).

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