Lyskamm orientale - Parete N.N.E.

Ghiaccio&neve

 

SCHEDA TECNICA

DISLIVELLO: 640/780 m dai rifugi al Colle del Lys; 750 m dall'attacco alla cima

DURATA: 3/4 ore dai rifugi all'attacco; 5/6 ore alla cima

DIFFICOLTA': D+

AGGIORNAMENTO RELAZIONE: agosto 2002 (aggiornata nell'estate del 2010 per l'avvicinamento ai rifugi)

 

Grande montagna coperta quasi interamente di ghiaccio, i Lyskamm sono in realtà due cime distinte (Lyskamm occidentale, m 4481, e Lyskamm orientale, m 4527) unite da una bella cresta nevosa il cui percorso (la famosa "traversata dei Lyskamm") è una delle più belle traversate in cresta delle Alpi: dal Colle di Felik al Colle del Lys sono quasi 4 chilometri di cresta aerea, immersa in un ambiente fantastico. Si cammina circondati da una straordinaria corona di montagne: dal Cervino ai "quattromila" del Vallese e del Monte Rosa. Le difficoltà della traversata non sono eccessive (AD), ma è richiesto passo sicuro (la cresta è spesso molto sottile) ed esperienza d’alta montagna, soprattutto per via delle cornici quasi sempre presenti.

Particolarmente grandioso è il versante settentrionale della montagna, che si alza sul Grenzgletscher per centinaia di metri (fino a 1300 nel caso del Lyskamm occidentale). Su questa bellissima parete di ghiaccio sono state aperte molte vie, anche di estrema difficoltà. Sulla parete nord-nord-est del Lyskamm orientale corre però una delle vie classiche più belle dell’arco alpino. Fu salita la prima volta nel 1890 da Ludwig Normann-Neruda con la grande guida svizzera Christian Klucker e Josef Reinstadler. Essi utilizzarono la nervatura rocciosa che si stacca proprio sotto la cima. Il percorso attualmente seguito, interamente su neve e ghiaccio, è quello inaugurato da Willy Welzenbach e Rudolf Walter nel 1925, in occasione della quarta ripetizione della via. Una salita lungo questa parete è quindi anche un piccolo viaggio nella storia dell’alpinismo su ghiaccio, sulle tracce di uomini straordinari.

Su questa parete ho vissuto (sono passati ormai molti anni) una delle giornate più belle della mia vita alpinistica. Quella volta io e Carlo eravamo da soli con la montagna, che ci si presentò con un volto in realtà poco accattivante: la parete era molto ghiacciata e ci impegnò duramente. Arrivammo in vetta stanchissimi ma pienamente soddisfatti. So che suona retorico, ma fu davvero così. In tutto questo ci può essere un grande margine di soggettività, me ne rendo conto (altri amici sono tornati decisamente meno "esaltati" dalla stessa parete), ma ritengo questa salita davvero molto bella.

Il dislivello della parete è di 750 metri; lo sviluppo della via è quasi di 1000 metri. La pendenza si tiene costantemente sui 50°/55°. Difficoltà: D+. La base ideale è costituita dal Rifugio Gnifetti (m 3611, tel. 0163/78015), posto sulle rocce dello sperone roccioso che divide il Ghiacciaio di Garstelet da quello del Lys. In alternativa (si tratta di zone frequentatissime) c’è il più basso Rifugio Città di Mantova (m 3470, tel. 0163/78150), costruito alla base del piccolo Ghiacciaio di Garstelet.

AVVICINAMENTO. Il punto di partenza della salita è la stazione di arrivo (3275 m) della nuova funivia che collega il Passo dei Salati (2980 m) al Ghiacciaio d’Indren. Il Passo dei Salati è raggiungibile con gli impianti di risalita sia da Gressoney (Val d’Aosta) che da Alagna Valsesia (Piemonte). Da Gressoney (località Stafal) si prende la cabinovia che porta all’Alpe Gabiet e poi quella che conduce al passo. Da Alagna si prende la cabinovia che porta all’Alpe Pinalunga e poi la funivia che conduce al passo (e che ha sostituito il vecchio impianto per Punta Indren, chiuso al termine della stagione invernale 2006/2007). Per l’apertura degli impianti e gli orari si può consultare il sito “monterosa-ski.com” oppure, cosa più consigliabile, telefonare ai numeri 0163.922922 se si parte da Alagna, o 0125.303111 se si parte da Gressoney.

 

ACCESSO AI RIFUGI. Dalla stazione di arrivo degli impianti si raggiunge in pochi minuti il Ghiacciaio d’Indren e lo si risale verso Nord guadagnando alcune decine di metri di dislivello; quindi si volge a Nord-Ovest e, praticamente in piano, si raggiunge la base della bastionata rocciosa che lo separa dal soprastante Ghiacciaio del Garstelet. Da questo punto, proseguendo verso Ovest, si traversa (tracce evidenti e una corda fissa) verso il termine della barriera rocciosa e poi, volgendo a Nord, si sale al Rifugio Città di Mantova (m 3470; tel. 0163-78150; 40 minuti dalla stazione della funivia). Si raggiunge verso Nord-Est il vicinissimo Ghiacciaio del Garstelet e si procede un po’ sul suo lato meridionale, poi lo si traversa in salita verso sinistra, raggiungendo, con un ultimo breve tratto attrezzato, il Rifugio Gnifetti (m 3611; tel. 0163-78015; ore 1,10 dalla stazione della funivia). Il percorso è facile e un’evidente traccia è praticamente sempre presente sui ghiacciai perché si tratta di un itinerario frequentatissimo. Se si vuole salire direttamente al Rifugio Gnifetti è anche possibile un percorso più diretto, ma più faticoso: dal termine del Ghiacciaio d’Indren, invece di traversare verso Ovest in piano, si sale lungo la soprastante barriera rocciosa seguendo un percorso evidente perché segnalato e attrezzato con numerose corde fisse; nell’ultimo tratto la salita si fa piuttosto ripida, ma è sempre facilitata dalle numerose attrezzature. Giunti sul bordo del Ghiacciaio del Garstelet a circa 3490 m, lo si traversa verso Nord-Ovest fino al Rifugio Gnifetti (in questo modo si risparmiamo 10 minuti rispetto all’itinerario che passa dal Rifugio Mantova).

 

ITINERARIO DI SALITA. Dal Rifugio Gnifetti si mette piede sul Ghiacciaio del Lys (in questo tratto quasi pianeggiante ma con diversi crepacci, anche nascosti, che richiedono la dovuta attenzione); si procede in direzione Nord-Est verso la Piramide Vincent, poi si sale (alcuni crepacci) verso Nord seguendo la pista, di solito presente, che sale alla Punta Gnifetti e alla Capanna Margherita. Oltrepassato l’isolotto roccioso del Balmenhorn (dove si trovano il Bivacco Giordano e la statua del Cristo delle vette), da quota 4150 circa si piega leggermente a destra (Nord-Est) e si raggiunge il Colle del Lys (m 2248; ore 2/2,30 dal Rifugio Gnifetti). Se si proviene dal Rifugio Mantova non è necessario passare dal Rifugio Gnifetti: si sale lungo il Ghiacciaio del Garstelet in direzione Nord-Est, passando a destra dell’isolotto roccioso del Rifugio Gnifetti (attenzione ai crepacci nel tratto pianeggiante all'altezza del rifugio) fino a ricongiungersi con l’itinerario precedente dove esso volge a Nord (in questo caso calcolare 30 minuti in più).

Dal Colle del Lys ci si abbassa nella conca glaciale a N, poi si gira a sinistra e si scende lungo il Grenzgletscher costeggiando ad una certa distanza (possibili cadute di ghiaccio) la parete NNE del Lyskamm orientale fino a circa 3800 m, sotto la nervatura di rocce che scende dalla cima (0,30/1 ora). Superata la crepaccia terminale (può essere difficile), si sale il pendio soprastante tenendosi a sinistra della costola rocciosa e uscendo direttamente in vetta (dalla base ci vogliono circa 5 ore; noi ne abbiamo impiegate 7, ma abbiamo trovato quasi metà parete di ghiaccio).

Discesa: seguendo la cresta Est (AD-) con percorso magnifico ma delicato. Il filo è aereo e occorre prestare attenzione alle cornici. La cresta conduce ad una sella nevosa a 4153 m, nei pressi dello spuntone chiamato Roccia della Scoperta (4178 m). Da qui, con un traverso pianeggiante verso Sud-Est, si raggiunge presso il Balmenhorn la pista che arriva dalla Capanna Margherita. Seguendola, si ritorna al Rifugio Gnifetti (ore 2,30 dalla cima). Il colle nevoso a 4153 m è in realtà la massima depressione del Colle del Lys: per accedere alla parete NNE non è però possibile passare di qui perché una barriera di seracchi impedisce la discesa diretta sul Grenzgletscher.

NOTA. Qui di seguito descrivo anche l’itinerario che sale ai rifugi partendo dal Passo dei Salati. Il sentiero parte immediatamente a Nord della cabinovia che raggiunge il passo da Gressoney. Se si sale da questo versante, quindi, lo si imbocca direttamente. Se si sale da Alagna, usciti dalla stazione delle funivia, si procede verso Ovest fino all’impianto che giunge da Gressoney; poco prima di arrivarvi si sale su una sorta di terrapieno dal quale, proprio di fianco all’arrivo della cabinovia, parte il sentiero, segnalato con bolli e ometti. Il percorso segue la cresta Sud dello Stolemberg (un tratto esposto è attrezzato con corde fisse) ma, prima di raggiungerne la cima, si sposta sul suo versante occidentale e raggiunge un pulpito a quota 3160 m circa. Da qui si scende (rocce un po’ scivolose all’inizio; corde fisse) fino all’ampia sella del Colle superiore delle Pisse (m 3112) da cui si risale fino alla stazione (ormai in disuso) della funivia di Punta Indren (m 3260; ore 1,10 dal Passo dei Salati). Da qui, procedendo verso Nord-Ovest, si raggiunge il Ghiacciaio d’Indren e lo si attraversa praticamente in piano raggiungendo la base della bastionata rocciosa che lo separa dal soprastante Ghiacciaio del Garstelet. Da questo punto si segue l’itinerario descritto in precedenza, raggiungendo il Rifugio Mantova (1 ora da Punta Indren) e il Rifugio Gnifetti (ore 1,30 da Punta Indren).

 

BIBLIOGRAFIA:
Gino Buscaini, MONTE ROSA - CAI/TCI (Guida dei Monti d'Italia) - 1991

 

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