Lyskamm orientale - Parete N.N.E. |
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SCHEDA TECNICA DISLIVELLO: 640/780 m dai rifugi al Colle del Lys; 750 m dall'attacco alla cima DURATA: 3/4 ore dai rifugi all'attacco; 5/6 ore alla cima DIFFICOLTA': D+ AGGIORNAMENTO RELAZIONE: agosto 2002 (aggiornata nell'estate del 2009 per l'avvicinamento ai rifugi)
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Grande montagna
coperta quasi interamente di ghiaccio, i Lyskamm sono in realtà due
cime distinte (Lyskamm occidentale, m 4481, e Lyskamm orientale, m 4527)
unite da una bella cresta nevosa il cui percorso (la famosa
"traversata dei Lyskamm") è una delle più belle traversate
in cresta delle Alpi: dal Colle di Felik al Colle del Lys sono quasi 4
chilometri di cresta aerea, immersa in un ambiente fantastico. Si
cammina circondati da una straordinaria corona di montagne: dal Cervino
ai "quattromila" del Vallese e del Monte Rosa. Le
difficoltà della traversata non sono eccessive (AD), ma è richiesto
passo sicuro (la cresta è spesso molto sottile) ed esperienza d’alta
montagna, soprattutto per via delle cornici quasi sempre presenti.
Particolarmente grandioso è il versante settentrionale della montagna, che si alza sul Grenzgletscher per centinaia di metri (fino a 1300 nel caso del Lyskamm occidentale). Su questa bellissima parete di ghiaccio sono state aperte molte vie, anche di estrema difficoltà. Sulla parete nord-nord-est del Lyskamm orientale corre però una delle vie classiche più belle dell’arco alpino. Fu salita la prima volta nel 1890 da Ludwig Normann-Neruda con la grande guida svizzera Christian Klucker e Josef Reinstadler. Essi utilizzarono la nervatura rocciosa che si stacca proprio sotto la cima. Il percorso attualmente seguito, interamente su neve e ghiaccio, è quello inaugurato da Willy Welzenbach e Rudolf Walter nel 1925, in occasione della quarta ripetizione della via. Una salita lungo questa parete è quindi anche un piccolo viaggio nella storia dell’alpinismo su ghiaccio, sulle tracce di uomini straordinari. Su questa parete ho vissuto (sono passati ormai molti anni) una delle giornate più belle della mia vita alpinistica. Quella volta io e Carlo eravamo da soli con la montagna, che ci si presentò con un volto in realtà poco accattivante: la parete era molto ghiacciata e ci impegnò duramente. Arrivammo in vetta stanchissimi ma pienamente soddisfatti. So che suona retorico, ma fu davvero così. In tutto questo ci può essere un grande margine di soggettività, me ne rendo conto (altri amici sono tornati decisamente meno "esaltati" dalla stessa parete), ma ritengo questa salita davvero molto bella. Il dislivello della parete è di 750 metri; lo sviluppo della via è quasi di 1000 metri. La pendenza si tiene costantemente sui 50°/55°. Difficoltà: D+. La base ideale è costituita dal Rifugio Gnifetti (m 3611, tel. 0163/78015), posto sulle rocce dello sperone roccioso che divide il Ghiacciaio di Garstelet da quello del Lys. In alternativa (si tratta di zone frequentatissime) c’è il più basso Rifugio Città di Mantova (m 3470, tel. 0163/78150), costruito alla base del piccolo Ghiacciaio di Garstelet. Il sentiero che sale ai rifugi Mantova e Gnifetti parte immediatamente a Nord della cabinovia che raggiunge il Passo dei Salati da Gressoney. Se si sale da questo versante, quindi, lo si imbocca direttamente. Se si sale da Alagna, usciti dalla stazione delle funivia, si procede verso Ovest fino all’impianto che giunge da Gressoney; poco prima di arrivarvi si sale su una sorta di terrapieno dal quale, proprio di fianco all’arrivo della cabinovia, parte il sentiero (attualmente non ci sono indicazioni), segnalato con bolli e ometti. Il percorso segue la cresta Sud dello Stolemberg (un tratto esposto è attrezzato con corde fisse) ma, prima di raggiungerne la cima, si sposta sul suo versante occidentale e raggiunge un pulpito a quota 3160 m circa. Da qui si scende (rocce un po’ scivolose all’inizio; corde fisse) fino all’ampia sella del Colle superiore delle Pisse (m 3112) da cui si risale fino alla stazione (ormai in disuso) della funivia di Punta Indren (m 3260; ore 1,10 dal Passo dei Salati). Da qui, procedendo verso Nord-Ovest, si raggiunge il Ghiacciaio d’Indren e lo si attraversa praticamente in piano raggiungendo la base della bastionata rocciosa che lo separa dal soprastante Ghiacciaio del Garstelet. Da questo punto, proseguendo verso Ovest, si traversa (tracce evidenti e una corda fissa) verso il termine della barriera rocciosa e poi, volgendo a Nord, si sale al Rifugio Città di Mantova (m 3470; 1 ora da Punta Indren; ore 2,10 dal Passo dei Salati). Si raggiunge verso Nord-Est il vicinissimo Ghiacciaio del Garstelet e si procede un po’ sul suo lato meridionale, poi lo si traversa in salita verso sinistra, raggiungendo, con un ultimo breve tratto attrezzato, il Rifugio Gnifetti (m 3611; ore 1,30 da Punta Indren; ore 2,40 dal Passo dei salati). Il percorso è facile e un’evidente traccia è praticamente sempre presente sui ghiacciai perché si tratta di un itinerario frequentatissimo. Se si vuole salire direttamente al Rifugio Gnifetti è anche possibile un percorso più diretto, ma più faticoso: dal termine del Ghiacciaio di Indren, invece di traversare verso Ovest in piano, si sale lungo la soprastante barriera rocciosa seguendo un percorso evidente perché segnalato e attrezzato con numerose corde fisse; nell’ultimo tratto la salita si fa piuttosto ripida, ma è sempre facilitata dalle numerose attrezzature. Giunti sul bordo del Ghiacciaio del Garstelet a circa 3490 m, lo si traversa verso Nord-Ovest fino al Rifugio Gnifetti (in questo modo si risparmiamo 10 minuti rispetto all’itinerario che passa dal Rifugio Mantova). NOTA: è attualmente (estate 2009) in costruzione un ultimo tratto di funivia che, dal Passo dei Salati, porterà nei pressi di Punta Indren, un po’ più in basso e un po’ più ad Ovest. Quando questo impianto sarà in funzione l’avvicinamento ai rifugi risulterà di nuovo più breve. ITINERARIO Dal Rifugio Gnifetti occorre innanzitutto salire al Colle del Lys. Si percorre il Ghiacciao del Lys prima verso NE poi verso N seguendo la traccia, quasi sempre presente e profonda, che sale alla Capanna Margherita in cima alla Punta Gnifetti. La presenza della traccia e la facilità del percorso, che si svolge su pendii poco ripidi, non devono far dimenticare che ci si sta muovendo su un grande ghiacciaio: attrezzatura e comportamento devono quindi essere adeguati. Giunti a una sorta di pianoro a quota 4150 circa, si piega leggermente a destra (NE) e si raggiunge (2/2,30 ore dal Rifugio Gnifetti) una modesta insellatura (m 4248) posta a NO della Ludwigshöhe. Non si tratta del vero e proprio Colle del Lys (che si apre a 4153 metri, mezzo chilometro ad O di questa insellatura), ma del migliore punto di passaggio verso il Grenzgletscher (a nord del Colle del Lys una barriera di seracchi impedisce la discesa diretta sul versante svizzero). Dall’insellatura ci si abbassa nella conca glaciale a N, poi si gira a sinistra e si scende lungo il Grenzgletscher costeggiando ad una certa distanza (possibili cadute di ghiaccio) la parete NNE del Lyskamm orientale fino a circa 3800 m, sotto la nervatura di rocce che scende dalla cima (0,30/1 ora). Superata la crepaccia terminale (può essere difficile), si sale il pendio soprastante tenendosi a sinistra della costola rocciosa e uscendo direttamente in vetta (dalla base ci vogliono circa 5 ore; noi ne abbiamo impiegate 7, ma abbiamo trovato quasi metà parete di ghiaccio). Discesa: seguendo la cresta Est (AD-) con percorso magnifico ma delicato. Il filo è aereo e occorre prestare attenzione alle cornici. La cresta conduce al Colle del Lys vero e proprio (m 4153). Da qui ci si abbassa leggermente a destra per raggiungere la via di salita e quindi il Rifugio Gnifetti (2,30 ore dalla cima)
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BIBLIOGRAFIA:
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