La chiesa di San Martino a Zillis

 

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A Zillis possiamo ammirare uno dei più interessanti monumenti tra quelli che si incontrano lungo il percorso della Via Spluga: la chiesa di San Martino con il suo splendido soffitto dipinto. La chiesa, infatti, conserva il più antico soffitto medievale dipinto a motivi figurativi oggi conservato in Europa (c'è ne sono solo altri tre: uno in Germania, uno in Inghilterra e uno in Svezia).

 

La prima chiesa di Zillis risale alla fine del V secolo, quando in un preesistente edificio a pianta rettangolare fu inserita un'abside semicircolare; una prima trasformazione avvenne al tempo di Carlo Magno, ma è nel 1100 circa che la chiesa primitiva subì un radicale rinnovamento che le conferì l'aspetto che, in gran parte, possiamo ancora oggi ammirare.  Il vecchio edificio venne sostituito da una chiesa a navata unica con un coro quadrato e un campanile. Negli anni immediatamente successivi al 1114 venne realizzato il soffitto dipinto. Intorno al 1330 il Maestro di Waltensburg dipinse l'immagine di San Cristoforo sulla facciata. Nel 1509 venne consacrato il coro tardogotico costruito negli anni precedenti insieme alla sacristia. In seguito alla riforma protestante, cui Zillis aderì tra il 1530 e il 1535, le pareti interne della navata furono intonacate e così furono distrutte le pitture murali (si salvarono però il soffitto dipinto e l'immagine di San Cristoforo). Infine nel 1677 il campanile romanico venne completato con la cuspide a scandole.

 

Nella foto qui sotto, a sinistra, la visione anteriore della chiesa mette in risalto la parte romanica della costruzione, con la semplice facciata su cui spicca la grande figura di San Cristoforo, e il campanile (la cui cuspide acuta risale però al 1677). Nella foto a destra vediamo invece le aggiunte del primo Cinquecento, in particolare il coro tardogotico, più alto della navata, e la piccola sacristia (di cui si vede solo il tetto alla base del campanile).

Il soffitto é costituito da 153 pannelli quadrati (90x90 cm) disposti secondo la concezione geografica medievale, per la quale le terre emerse erano circondate da un unico grande mare. Quest'ultimo é rappresentato appunto in 44 dei 48 pannelli perimetrali (nei quattro pannelli posti agli angoli si trovano degli angeli tubicini che rappresentano i venti e si trovano sulla terraferma): creature marine fantastiche, sirene musicanti, barche con uomini a bordo si muovono in un mare rappresentato da semplici linee ondulate.

 

I 105 pannelli centrali raccontano la vita di Gesù Cristo (93 pannelli), preceduta dalle immagini di tre re (forse Davide, Salomone e Roboamo, re di Israele) e di due donne (simboli, probabilmente, della sinagoga e della chiesa) e seguita dalla storia di San Martino (7 pannelli), il patrono della chiesa. La narrazione della vita di Gesù dedica uno spazio molto ampio - decisamente maggiore rispetto a quello che le dedicano i Vangeli - all'infanzia del Redentore (33 pannelli su 93) e comprende anche l'episodio di Gesù bambino che dona la vita agli uccellini di argilla (si tratta di un "miracolo" narrato da un vangelo apocrifo e non presente in quelli canonici). Colpisce poi il fatto che il racconto della passione si interrompa bruscamente con l'incoronazione di spine. Questo ha creato alcuni problemi interpretativi tra gli studiosi: alcuni ritengono che questa sia la fine pensata in origine, altri pensano che Crocifissione e Risurrezione si trovassero sulla parete nord della navata o nel coro romanico abbattuto all'inizio del Cinquecento.

 

C'è un altro elemento interessante: nel racconto appare insistentemente il tema del regno. Inizia infatti con la rappresentazione di tre re, dedica molto spazio ai re Magi che adorano Gesù, rappresenta re Erode che tenta di farlo uccidere e termina con lo smascheramento, da parte di San Martino, di un falso re che si rivela essere il diavolo. Ma il vero re è Gesù Cristo, anche se finisce paradossalmente per essere tradito e incoronato di spine. Questo tema può essere collegato a colui che fu il probabile committente dell'opera, cioè il vescovo di Coira, Wido, che era proprietario della chiesa. Durante la lotta per le investiture (che si chiuse nel 1122 con il trattato di Worms tra il papa e l'imperatore), Wido apparteneva al piccolo gruppo di vescovi che a nord delle Alpi mantenevano ancora contatti con il papa. La rivelazione di quale sia il vero re potrebbe essere, in tale contesto, un messaggio particolarmente significativo, al di là naturalmente di quella che era la funzione tipica della decorazione delle chiese medievali: trasmettere alla gente comune, che in gran parte non sapeva leggere, il contenuto della fede cristiana attraverso la forza comunicativa delle immagini.

 

Nelle foto qui sotto a sinistra vediamo l'interno della chiesa illuminato da poche finestre aperte nei muri della navata e dalle più grandi bifore del coro tardogotico. Spicca anche l'originalissimo soffitto dipinto., di cui vediamo un'immagine anche nella foto a destra, ripresa dalla parte del coro. La lettura della narrazione illustrata dai pannelli inizia proprio da questa parte, a partire dal primo pannello a sinistra, sul quale è raffigurato un re, probabilmente Davide.

Nella foto qui sotto vediamo un primo particolare del soffitto dipinto. Nella  fascia in alto è rappresentata la fuga in Egitto. Nella fascia sottostante vediamo invece una parte dell'episodio della strage degli innocenti (nel primo riquadro un soldato decapita un fanciullo; nel secondo sono rappresentate due donne, di cui una afflitta; nel terzo si vedono due madri coi loro bambini). Sulla destra della foto vediamo due creature marine fantastiche (un'oca e una volpe entrambe con la coda di pesce).

Anche in questa foto vediamo un particolare del soffitto.  Nella fascia in alto è rappresentato l'ingresso trionfale a Gerusalemme (da sinistra: Gesù in groppa a un asino; un uomo stende una tunica, Zaccheo taglia i rami di una palma, due uomini agitano i rami di palma). Nella fascia in basso vediamo alcune scene della Passione (da sinistra: un alto sacerdote propone di comprare Giuda; Giuda riceve il prezzo del tradimento; Gesù lava i piedi agli apostoli; tre apostoli siedono a tavola durante l'ultima cena).

I pannelli del soffitto di Zillis non sono opera di un solo pittore, ma del lavoro di una bottega. L'esame stilistico dei dipinti rivela la mano di tre artisti legati alla tradizione pittorica lombarda e coadiuvati da assistenti e apprendisti che, però, non hanno lasciato tracce della loro personalità individuale. Per approfondire la conoscenza di questa bellissima testimonianza dell'arte medievale e delle modalità con cui fu realizzata vale la pena di dedicare un po' di tempo anche alla vista dell'esposizione che si trova in centro a Zillis, a poca distanza dalla chiesa. Il biglietto di ingresso è lo stesso e il percorso della Via Spluga vi passa proprio di fianco, prima di salire a Reischen e proseguire per la Gola della Viamala.

 

Nelle foto qui sotto vediamo due immagini scattate all'interno dell'esposizione. A sinistra vediamo la ricostruzione del lavoro dei pittori: ogni pannello è costituito da assicelle di legno unite fra loro su cui veniva steso uno strato di gesso cotto. Su questo il pittore disegnava i contorni delle figure e stendeva i colori. Con il nero veniva quindi precisato il contorno e delineato il  disegno interno delle figure (ad esempio i particolari del viso o le pieghe delle vesti). L'opera era poi completata con delle decorazioni in bianco pastoso (orli dei mantelli, corone, lacci delle scarpe, piccoli fiori). A destra osserviamo un piccolo particolare molto interessante: alcuni personaggi utilizzano strumenti che gli abitanti del luogo potevano perfettamente riconoscere, perché erano gli stessi che utilizzavano loro: è il caso della roncola con cui Zaccheo tagli i rami delle palme o della botticella in legno che San Giuseppe porta con sé durante la fuga in Egitto).

Orari di apertura (2013)

Stagione estiva (dal 28 marzo al 31 ottobre): tutti i giorni dalle 9,00 alle 18,00.

Stagione invernale (dal 1° novembre al 27 marzo): tutti i giorni dalle 9,00 alle 17,00.

Mostra: stagione estiva, dalle 9,00 alle 18,00.

Ingresso: 4,00 CHF; ragazzi (12-18 anni): 2,00 CHF

 

NOTA. Le informazioni contenuta in questa pagina sono state ricavate (con qualche integrazione personale) dalla guida di Marc Antoni Navy, San Martino a Zillis, edita nel 2008 dalla Società di storia dell'arte in Svizzera (SSAS). Questa bella guida (in vendita sul posto anche in lingua italiana) è ricchissima di informazioni e contiene anche una mappa del soffitto molto utile per identificare il soggetto dei singoli pannelli (peraltro spesso facilmente comprensibile se si conosce il Vangelo).

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