Weissmies - Traversata NO/SE

 

Ghiaccio&neve

 

SCHEDA TECNICA

DISLIVELLO: 330 m fino al rifugio + 1300 m  dal rifugio alla vetta. Discesa dalla vetta a Saas-Almagell: 2350 m

DURATA: 50 minuti fino al ri8fugio; 4,40 ore dal rifugio alla vetta; 5,20/5,30 ore dalla vetta a Saas-Almagell

DIFFICOLTA': PD

AGGIORNAMENTO RELAZIONE: luglio 2017

 

Con i suoi 4023 metri (4017 m sulla cartina svizzera), la Weissmies è la più alta delle tre cime (le altre sono il Lagginhorn, 4010 m, e il Fletschhorn, 3993 m) del cosiddetto “trittico del Sempione”. Il suo nome deriva dal termine dialettale mies (mousse, cioè schiuma) e da weiss (bianco): Weissmies significa dunque “schiuma bianca”, un nome originale e molto probabilmente ispirato dalla grande massa glaciale dei versanti settentrionali, affacciati sulla Saastal (Svizzera).

 

Questa bella montagna presenta due vie normali: una parte dalla Almagellerhütte, raggiunge lo Zwischbergenpass e arriva in cima percorrendo prima un ampio pendio nevoso e poi la  cresta Sud-Est; l’altra sale dalla Weissmieshütte, percorre il Triftigletscher (sul versante Nord-Ovest) e raggiunge la cima lungo la cresta Sud-Ovest. Le due vie possono essere unite in una bellissima traversata di grande respiro, molto panoramica. In genere la traversata viene compiuta salendo dalla Almagellerhütte e scendendo alla Weissmieshütte: qui la propongo in senso opposto. In questo modo si riduce l’avvicinamento al rifugio (300 metri di dislivello dalla stazione della funivia di Kreuzboden alla Weissmieshütte) e si affrontano i crepacci e i seracchi del Triftigletscher nelle prime ore del mattino. In compenso bisogna arrampicare in discesa lungo la parte rocciosa della cresta Sud-Est e si devono affrontare i 2350 metri di dislivello della discesa fino a Saas-Almagell.

 

Le difficoltà della traversata sono contenute (PD), ma richiedono esperienza alpinistica. Il Triftigletscher è percorso generalmente da una bella traccia, ma è pur sempre un grande ghiacciaio con crepacci e seracchi; sulla cresta Sud-Ovest sono presenti grandi cornici; la cresta Sud-Est è piuttosto aerea e affilata nella parte nevosa e propone una facile arrampicata (I con passaggi di II) in quella rocciosa (orientata a Sud-Sud-Est).

 

PUNTI D’APPOGGIO. Weissmieshütte (2726 m): si trova in splendida posizione panoramica su uno spiazzo erboso ai piedi delle morene dell’Hohlaubgletscher. Il rifugio appartiene al Club Alpino Svizzero (CAS), sezione di Olten. Tel. 0041.27.9572554. Per il pernottamento i soci del CAI godono dello stesso trattamento di quelli del CAS (cena e colazione hanno lo stesso prezzo per  tutti). E’ possibile pagare in euro.

 

ACCESSO STRADALE. Scesi dal Sempione si oltrepassa Briga e si procede fino a Visp (c’è un breve tratto di autostrada che per ora non è a pagamento); da qui (indicazioni) si imbocca verso Sud la Vispertal; giunti a Stalden si prosegue lungo la Saastal (a destra si sale a Zermatt, nella Mattertal) fino a Saas-Grund  (1559 m) da dove parte la cabinovia per Kreuzboden (il biglietto si può pagare in euro). Il parcheggio è a pagamento (cassa automatica; solo Franchi svizzeri; non sono accettate le carte di credito; eventualmente ci si può rivolgere alle casse della cabinovia).

 

ITINERARIO. Dalla stazione di arrivo della cabinovia a Kreuzboden (2397 m) un comodo sentiero segnalato sale verso Nord-Est e raggiunge la Weissmieshütte (2726 m; 50 minuti), dove è comodo pernottare. Naturalmente si può partire a piedi da Sass Grund, raggiungendo in 2 ore Kreuzboden (mulattiera e sentiero segnalati).

 

Dalla Weissmieshütte si prende il sentiero che sale verso Nord-Est e incrocia due volte la stradina sterrata che sale a Hohsaas (stazione di arrivo del secondo tronco della cabinovia); alla seconda volta si segue questa stradina verso sinistra e, poco prima che attraversi il torrente che scende dall’Hohlaubgletscher, si prende a destra il bel sentiero per Hohsaas. Dopo una breve salita il sentiero procede quasi in piano verso Est per un buon tratto, quindi volge a Sud, traversa il torrente e raggiunge il costone roccioso detto Geissrück (su cui si vedono i piloni della cabinovia e la stazione di arrivo di Hohsaas). Raggiunto il filo del costone, il sentiero volge a sinistra, passa tra due basse costruzioni sotto i cavi della cabinovia (3101 m; rifugi o punti di ristoro?) e incrocia una stradina: la si segue a destra e, in leggera discesa, lungo il fianco meridionale del Geissrück, si arriva al ghiacciaio (3120 m c.a; ore 1,10 dalla Weissmieshütte). Si sale per un tratto su ghiaccio, neve, sassi mobili e terriccio costeggiando il fianco roccioso del Geissrück fino a portarsi oltre la zona assai crepacciata che si ha sulla destra. A questo punto si comincia a percorrere il ghiacciaio verso destra (diversi crepacci non troppo grossi e ben visibili con ghiaccio scoperto) portandosi sul grande plateau sotto la parete Nord-Ovest della Weissmies. Lo si percorre verso Sud, quindi si risale più o meno al centro (alcuni tratti ripidi) il grande pendio glaciale del versante Nord-Ovest (crepacci) fino a individuare il passaggio tra i seracchi che si hanno sulla destra. Un lungo traverso verso Ovest su terreno a tratti  ripido permette così di raggiungere (crepacci) l’ampio pendio/dorsale che scende dalla quota 3820 m (3815 m sulla cartina svizzera). Si risale questo pendio (crepacci) e si raggiunge un’ampia sella della cresta Sud-Ovest a sinistra della quota 3820 m. Ora si segue la bella cresta nevosa/ghiacciata stando a sinistra del filo per evitare le grosse cornici che sporgono verso Sud. Dopo un tratto più ripido (40°), la cresta larga e comoda raggiunge la cima (4023 m; ore 3,30 dalla stradina che porta al ghiacciaio; ore 4,40 dalla Weissmieshütte). Tutto il percorso è in genere caratterizzato da una bella traccia, almeno da dove comincia la neve (a metà luglio 2017 la prima parte della salita, fino al grande plateau del ghiacciaio, era su ghiaccio scoperto e quindi priva di traccia).

 

DISCESA. Dalla cima si scende lungo la cresta Sud-Est, nevosa, aerea ed affilata (con poca neve, a breve distanza dalla cima si incontra un tratto di elementari roccette), fino alla quota 3961 m. Da qui, spostandosi leggermente verso destra (c’è qualche segno giallo), si prende la parte rocciosa della cresta Sud-Est (da qui orientata a Sud-Sud-Est) e si scende con facile arrampicata (I con qualche breve passaggio di II) su buona roccia. Quando la cresta si fa meno ripida e si riduce la distanza dal grande nevaio che caratterizza il versante Sud-Est della montagna, si lascia la cresta e, abbassandosi a sinistra, si mette piede sulla neve (attenzione: sotto la superficie nevosa può esserci ghiaccio, per cui è bene valutare l’opportunità di calzare i ramponi). Si scende il nevaio (in alcune relazioni si parla di ghiacciaio) tenendosi all’inizio al centro e poi spostandosi di nuovo verso la cresta. Al termine del nevaio si individua una traccia di sentiero che, passando ai piedi di una torre di rocce bianche e poi di una di rocce rosse, in leggera salita torna sulla cresta SSE. Qui si incontrano i segnavia bianchi/azzurri dei “sentieri alpini” svizzeri: seguendoli si raggiunge in breve lo Zwischbergenpass (3268 m; ore 2,30/2,40 dalla cima). Da qui un bel sentiero scende verso Sud-Ovest fino alla Almagellerhütte (2894 m; ore 0,40 dal passo). Dal rifugio si prende il sentiero per Saas-Almagell, segnalato ed evidente. Circa cento metri sotto il rifugio (2784 m) si trova un bivio segnalato: si può scegliere uno dei due percorsi (si riuniscono poco a valle della Almagelleralp). Noi abbiamo preferito quello che scende a sinistra, che probabilmente è il più frequentato. Arrivati alla Almagelleralp (2194 m) si procede verso Ovest quasi in piano fino a un altro bivio (località Chüelbrunnyi, 2053 m). Dei due sentieri che scendono a Saas-Almagell abbiamo preso quello di sinistra, più ampio e battuto (è anche quello consigliato sul sito della Almagellerhütte) che, dopo aver passato il torrente su un ponte di legno, scende a Saas-Almagell (1670 m; ore 2,10 dalla Almagellerhütte; ore 5,20/5,30 dalla cima). Da qui a Saas-Grund ci sono 4 km di strada asfaltata. Si possono percorrere a piedi oppure prendendo l’Autopostale (autobus di linea): è un po’ caro (3,60 CHF – estate 2017; si paga direttamente al conducente), ma più comodo e più veloce.

 

NOTA LOGISTICA. Per prendere l’Autopostale e per pagare il parcheggio a Saas-Grund bisogna munirsi di franchi svizzeri. Il parcheggio ci è costato 18 franchi per poco più di 24 ore. Alla cassa automatica si paga solo con franchi svizzeri, ma alla cassa della cabinovia possono effettuare il cambio degli euro oppure far pagare il parcheggio con la carta di credito (noi abbiamo fatto così): controllare quindi gli orari di apertura. La cabinovia e il rifugio si possono invece pagare anche in euro. Alle casse della cabinovia il cambio è rigorosamente quello ufficiale; al rifugio il cambio è alla pari: 1 euro per 1 franco (leggermente svantaggioso, ma accettabile).

 

 
 
 
 
 
 
 
 

Ghiaccio&neve