Via Spluga: varianti iniziali della prima tappa

 

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Chiavenna e il suo centro storico visti dalla strada per Pianazzola, lungo il percorso della variante aperta e segnalata nel 2011. Fino al bivio a quota 465 m (vedi la relazione) il percorso delle due varianti è il medesimo. Da lì la variante del 2011 scende ad attraversare il Torrente Liro per poi riunirsi al percorso originale della Via Spluga. La variante aperta nel 2013 continua invece a salire fino a 635 metri di quota prima di abbassarsi a San Giacomo Filippo (dove si ritrova la Via Spluga).
   
Un tratto del sentiero della variante aperta nel 2011: qui siamo nel bosco subito dopo aver lasciato la strada per Pianazzola. Lungo la variante i segnavia sono bianco-rossi.
   
I crotti di Bette. Il crotto è una cavità dentro la quale spira una corrente d'aria naturale fresca (mai superiore a 10 gradi sopra zero) e costante nel tempo. Chiuso con una parete, divenne un vero e proprio frigorifero naturale dove conservare il vino e anche i formaggi e i salumi a maturare (se il clima non è molto umido). Il crotto divenne anche un luogo in cui vivere momenti di amicizia e di socialità. Per questo vennero edificate, sopra o a lato, modeste costruzioni (come quelle che vediamo nella fotografia).
   
Questa foto è stata scattata lungo la variante aperta nel 2013. Si vede la cappelletta posta a 580 m di quota in posizione panoramica. Dietro di essa si intravede il letto del Torrente Liro. La variante aperta nel 2011 lo attraversa più o meno in quella zona, per poi ricongiungersi al percorso originale della Via Spluga, proprio nelle vicinanze della grossa frana della Val Genasca. Per questo, attualmente (estate 2013), bisogna utilizzare esclusivamente la variante che, dal bivio a quota 465 m, sale fin quasi al paesino di Uggia prima di scendere a San Giacomo Filippo, dove ci si riunisce al percorso originale della Via Spluga. In tal modo il dislivello della prima tappa aumenta di almeno 120 metri.
   

1. Percorso classico della Via Spluga

2. Variante aperta nel 2011

3. Variante aperta nel 2013

4. Zona minacciata dalla frana della Val Genasca

Nel cerchio nero è visibile il bivio a quota 465 m dove le due varianti si separano

 

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