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Compianto sul Cristo morto - Bellano
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Il Compianto sul Cristo morto è un tema fondamentale nell’arte sacra; esso raffigura il dolore della Vergine e di quei seguaci di Cristo che, secondo la narrazione dei Vangeli, erano presenti al momento della deposizione dalla croce. Scopo del soggetto è quello di esprimere drammaticamente l’epilogo della vicenda terrena di Cristo (prima della Risurrezione) e di coinvolgere lo spettatore nel dolore straziante della Madre e dei discepoli di Gesù, enfatizzando le loro espressioni sfigurate dal pianto, in particolare quelle dei personaggi femminili della scena.
Il Compianto di Bellano si trova in una cappella laterale della Chiesa di Santa Marta, nel centro storico del paese lariano. L’opera è costituita da otto statue in legno colorato, ad altezza naturale, restaurate negli anni 1982-82 per volontà della Parrocchia di Bellano. Il corpo di Gesù è disteso sul grembo della Madonna ed è sostenuto anche da una delle pie donne; un’altra donna gli sfiora i piedi con le mani, mentre la Maddalena, dai lunghi capelli rossi, gli regge delicatamente la testa. I volti di Maria e delle altre donne sono fortemente espressivi e mostrano un dolore intenso ed esacerbato. Alle loro spalle, in piedi, stanno San Giovanni, a sinistra, e un altro personaggio maschile, a destra: Nicodemo o, più probabilmente, Giuseppe d’Arimatea (entrambi citati dal Vangelo di Giovanni come attivamente presenti alla deposizione di Cristo).
L’opera, che risale al 1515 o forse a pochi anni prima, è attribuita allo scultore e intagliatore milanese Giovanni Angelo del Maino (attivo tra il 1496 e il 1536) con l’intervento del fratello Tiburzio che, secondo alcuni studiosi, avrebbe avuto addirittura un ruolo prevalente. Entrambi si erano formati nella bottega del padre, Giacomo del Maino, prima a Milano e poi a Pavia, e spesso avevano lavorato insieme all’esecuzione di opere complesse come questa.
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San Giovanni |
Nicodemo o Giuseppe d'Arimatea |
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La Chiesa di Santa Marta è un edificio di origini medievali che però ha subito significative trasformazioni tra il XIV e il XV secolo. Altri lavori, svolti successivamente, hanno riguardato l’interno dell’abside, la decorazione del tiburio ottagonale e la costruzione del campanile, avvenuta probabilmente nel Seicento. Nel 1706 fu ultimata la decorazione del presbiterio, con i due grandi quadri dei Miracoli di Santa Marta. L’ingresso alla chiesa avviene da Piazza Santa Marta, adiacente a Piazza San Giorgio, sulla quale si affaccia la Chiesa Prepositurale dei Santi Nazaro e Celso. |
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