Corno Birone - Sentiero "Lucio Vassena"

(Triangolo lariano - Lombardia)

 

Escursionismo

 

SCHEDA TECNICA

DISLIVELLO: 950/1000 m (a seconda del percorso scelto per la discesa)

DURATA: 2/2,15h la salita, 2/2,10h la discesa (a seconda del percorso scelto)

DIFFICOLTA': EE

AGGIORNAMENTO RELAZIONE: aprile 2014

 

Propongo in questa pagina un secondo itinerario per raggiungere la cima del Corno Birone da Valmadrera: salita lungo il sentiero “Lucio Vassena” e discesa lungo la Val Molinata, passando il Monte Rai e seguendo, nell’ultimo tratto, la parte bassa del “Sentiero delle vasche”. Per questo percorso, oltre all’interesse panoramico (dal Monte Rai la vista spazia su una buona parte delle Alpi occidentali), vanno sottolineati anche quello ambientale (i massi erratici e il corso del Torrente Inferno con le sue “vasche”), e quello storico (la visita al “Taja Sass”, dove si praticava, dalla fine dell’Ottocento ai primi decenni del secolo scorso, il taglio dei massi erratici di serpentino).

 

Questo itinerario (sufficientemente segnalato) è nel complesso più semplice di quello che sale lungo il sentiero “Dario e William” e scende dal sentiero “Lucio Vassena”. La valutazione complessiva è, anche in questo caso, EE, ma le difficoltà, limitate ad alcuni tratti del sentiero “Lucio Vassena” e del “Sentiero delle vasche”, sono comunque inferiori a quelle che si incontrano lungo il sentiero “Dario e William”.

 

ACCESSO STRADALE. Provenendo da Milano, si segue la superstrada per Lecco fino a costeggiare il Lago di Annone; prendere l’uscita per Valmadrera-Civate-Lecco-ecc. e immettersi sul vecchio tracciato della superstrada passando sotto il cavalcavia di quello nuovo; proseguire verso Lecco, prendere l’uscita per Valmadrera-Bellagio-Lago ed entrare in Valmadrera. Alla prima rotonda proseguire verso Nord lungo via Casnedi, poi seguire via don Arturo Pozzi fino al cimitero nuovo, a destra del quale, all’inizio di via Salvo d’Acquisto, si trova un buon parcheggio.

 

ITINERARIO. Dal parcheggio presso il cimitero nuovo di Valmdarera (260 m c.a) prendere il percorso acciottolato che sale verso il Santuario di San Martino; dopo poche decine di metri svoltare a sinistra (indicazioni) e seguire un sentiero che guadagna leggermente quota; raggiunto un bivio, scendere a sinistra e arrivare al grande prato dietro le case della frazione Trebbia. Si gira a sinistra e poi a destra per aggirare il terreno privato e, raggiunta la partenza di una teleferica, voltare di nuovo a destra lungo una recinzione, arrivando alla base della salita e all’inizio del bosco. Ora il sentiero inizia a salire ripidamente; a un bivio si tiene la sinistra e più in alto si raggiunge il grande masso erratico chiamato “Sass Negher” (Sasso Nero, 425 m), sul fondo di un canale che scende dal Corno Birone. Per un breve tratto si prosegue la salita sulla sponda opposta del canale, lo si attraversa di nuovo e si raggiunge un altro bivio; si sale a sinistra e, usciti dal bosco, si ritorna sul fondo del canale, che qui si allarga a vallone (480 m c.a). Ora il sentiero, evidente e ben tracciato, risale con molti tornanti l’ampio e ripido fianco destro idrografico del vallone, sbucando sulla cresta Sud-Est del Corno Birone ad un’ampia sella erbosa (708 m) posta a monte di un panoramico dosso di poco più alto (715 m). Il cartello segnaletico indica questo dosso come il Ceppo della Forcola, ma è un errore perché il Ceppo della Forcola (796 m) si trova sulla cresta Sud del Corno Birone ed è ben visibile guardando verso Sud-Ovest.

 

Dall’ampia sella erbosa si sale lungo la cresta Sud-Est del Corno Birone incrociando il sentiero “Luisin”; dove la cresta si impenna e diviene rocciosa, ci si sposta a sinistra e si sale fino a una panoramica forcella a monte del salto roccioso; da qui il sentiero traversa a sinistra (Ovest) su terreno ripido sotto i salti rocciosi del versante meridionale del Corno Birone; un breve passaggio roccioso verticale ma ben appigliato (catena) porta a una forcella (930 m c.a) sulla cresta meridionale della montagna. Si sale lungo la cresta (ripida ma facile), si aggira a sinistra un testone roccioso, si passa alla testata di un suggestivo canalone e si percorre il tratto finale, costituito da un pendio di erba e roccette (qualche rado albero), sbucando in vetta proprio sotto la grande croce metallica (1116 m; ore 2/2,15 da Valmadrera).

 

DISCESA LUNGO LA VAL MOLINATA. Si prosegue verso Nord-Ovest lungo la facile cresta sommitale, ci si abbassa a una sella (1100 m) e si inizia a risalire tenendosi prima a sinistra e poi a destra della cresta che ora è più larga; si raggiunge così la cresta Nord-Est del Monte Rai a quota 1200 m c.a. Da qui ci sono due possibilità: scendere direttamente alla baita di Bevesco (Ca’ Rotta) in Val Molinata oppure raggiungere lo stesso punto passando però dalla cima del Monte Rai.

 

Per la cima del Monte Rai. Si segue verso sinistra l’erbosa cresta Nord-Est lungo un bel sentiero e, dopo un tratto ripido, si raggiunge l’ampia e panoramica cima del Monte Rai (1259 m; 30 minuti dal Corno Birone). Da qui si scende verso Nord-Ovest stando a destra di una sorta di muretto a secco e raggiungendo in breve la Bocchetta di San Miro (1184 m), presso la quale si trova un bel crocifisso (sotto la cima del Monte Rai ricomincia il bosco, all’inizio piuttosto rado). Si scende a destra lungo la Val Molinata, raggiungendo i prati di Bevesco e la baita della Ca’ Rotta (1091 m; 10 minuti dal Monte Rai; 40 minuti dal Corno Birone).

 

Direttamente alla Ca’ Rotta. Dalla quota 1200 m c.a, si scende a destra lungo la cresta Nord-Est del Monte Rai (che a Sud precipita con notevoli salti rocciosi), raggiungendo un bel dosso a 1151 m. Subito sotto questo dosso occorre girare a sinistra lungo una specie di muretto naturale (non bisogna seguire la traccia che prosegue lungo la cresta). Il sentiero all’inizio non è ben definito, ma presto si incontrano i segnavia rosso-bianco-gialli che diventano più frequenti nel bosco. Continuando a traversare in leggera discesa si raggiungono i prati di Bevesco e l’edificio della Ca’ Rotta (1091 m; 30 minuti dal Corno Birone).

 

Dalla Ca’ Rotta il sentiero scende verso Nord-Est fino a un’ampia radura, qui gira a sinistra e si abbassa sul fondo della Val Molinata con percorso più ripido; quindi ne percorre più dolcemente il versante sinistro idrografico. Superato il bivio per il Sentiero Geologico alto (che sale a sinistra), si raggiunge la bella fonte dell’Acqua del Tufo (772 m); si continua a scendere e si raggiunge una stradina: a destra si arriva in pochi minuti il “Taja Sass” (620 m c.a; ne vale la pena), a sinistra si scende alla bellissima balconata di San Tomaso (580 m c.a), dove si trova il ristoro (aperto il mercoledì e la domenica) gestito dalla OSA (Organizzazione Sportiva Alpinisti) di Valmadrera (50 minuti dalla Ca’ Rotta).

 

Da San Tomaso, passando a destra del ristoro e poi davanti al lavatoio, si scende  verso Sud lungo il sentiero n. 3. Dopo pochi minuti, poco sotto la balconata di San Tomaso, ignorare un sentiero che va a sinistra e tenere la destra entrando nel bosco; si incontra subito un altro  bivio e si scende a sinistra; si incontrano diversi bivi non segnalati: tenere sempre la destra avvicinandosi al solco incassato della Val Molinata, dove scorre il Torrente Inferno. Arrivati a un dosso libero dagli alberi, ci si abbassa a destra incontrando il “sentiero delle vasche” che proviene da destra. Lo si segue verso Sud (sinistra), passando alla base di due massi calcarei; poco più avanti ci si abbassa a destra e si raggiunge un tratto attrezzato (parapetti in fune d’acciaio e catene) che permette di scendere lungo una ripida parete rocciosa (attenzione) e di raggiungere il letto del torrente (bellissima cascata in un grande anfratto sulla destra). Ora non resta che seguire il corso del torrente lungo il “sentiero delle vasche”. Il percorso presenta qualche passaggio roccioso ed è molto suggestivo; occorre solo stare attenti se le rocce sono umide e quindi scivolose. Raggiunto un bivio al di sopra di una seconda notevole cascata, si tiene la destra e si raggiunge il viale alberato che porta al Santuario di San Martino. Si gira a sinistra e, poco dopo, sulla destra si trova l’acciottolato che riporta al cimitero nuovo di Valmadrera e al parcheggio da cui si è partiti (40 minuti da San Tomaso; ore 2/2,10 a seconda del percorso scelto).

 

Approfondimenti fotografici:

Il "Sass Negher" e i massi erratici

Il "Taja Sass" e la fornace di San Tomaso

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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