Monte Legnone, salita per il versante Sud-Ovest

(Alpi Orobie - Lombardia)

 

Escursionismo

 

SCHEDA TECNICA

DISLIVELLO: 1800 metri (1° giorno: 900 metri; 2° giorno: 900)

DURATA: 4,30 ore la salita; 2,50 ore la discesa

DIFFICOLTA': EE

AGGIORNAMENTO RELAZIONE: settembre 2010

 

Eccomi di nuovo (è la terza volta) a parlare del Monte Legnone per presentare un lungo itinerario escursionistico che si svolge prevalentemente sul suo versante sud-occidentale. Anche in occasione di questa salita il Legnone ha saputo stupirmi: è davvero una gran bella montagna, un vero paradiso per l’escursionista, non solo per il superbo panorama che si gode dalla sua cima, ma anche per la bellezza e l’interesse degli itinerari che la raggiungono. Quello che qui propongo sale da Pagnona (Valvarrone) fino all’Alpe Campo (sotto il Rifugio Griera) e quindi risale la solitaria e selvaggia Val d’Avano (o d’Aveno), dove in estate pascola una mandria di cavalli allo stato brado. Questa valle è posta esattamente a Sud-Ovest della cima: coloro che percorrono la via normale lungo la cresta Ovest dal Rifugio Roccoli-Lorla non possono fare a meno di notarla visto che, dalla Porta dei Merli alla cima, se la trovano costantemente sulla destra. Ma, pur essendo “sotto gli occhi” di tanti, non è molto frequentata, come mi ha confermato il custode del Rifugio Griera: la stragrande maggioranza degli escursionisti che salgono al Legnone da Pagnona passando per l’Alpe Campo e il Rifugio Griera preferisce seguire la strada militare (fatta costruire dal generale Cadorna in occasione della prima guerra mondiale) e infine la cresta Sud-Est. Si tratta di un percorso sicuramente più facile (è quello che propongo per la discesa), ma chi è abituato a muoversi su terreno ripido e senza tracce troverà sicuramente qualche motivo di soddisfazione in più nell’affrontare questo percorso che, tra l’altro, presenta anche un beve tratto attrezzato. Si tratta del Passo del Pik che non è un valico, ma un esposto “passaggio” su rocce reso sicuro da una catena e da un gradino metallico infisso nella roccia. Dopo tale passaggio, che consente di entrare in Val d’Avano senza abbassarsi troppo, il sentiero scompare del tutto o si riduce a una debolissima traccia: tuttavia l’itinerario si svolge su terreno aperto e senza vegetazione di alto fusto, per cui, se c’è buona visibilità, non sarà problematico orientarsi e raggiungere, dopo aver traversato e risalito la Val d’Avano, la cresta Ovest del Legnone dove passa il frequentato sentiero che sale dal Rifugio Roccoli-Lorla.

L’itinerario potrebbe essere effettuato in giornata (da Pagnona alla cima sono 1800 metri di dislivello, a cui bisogna aggiungere quelli che si perdono – circa 40 – dopo il Passo del Pik) oppure (come ho fatto io) diviso in due giorni pernottando al Rifugio Griera, posto a 1720 m (dato del mio altimetro) poco sopra l’Alpe Campo, in posizione panoramica (bellissimo il tramonto verso il Lago di Como e il Monte Rosa). Si tratta di una costruzione voluta dal Comune di Pagnona per valorizzare il versante Sud del Legnone. Dal 2011 è gestito con passione, competenza e simpatia da Serena Sironi.  E’ aperto nei fine settimana, il mercoledì e nei giorni festivi (tutti i giorni da metà giugno a metà settembre). Rimane chiuso in caso di condizioni climatiche meteorologiche avverse. Per informazioni telefonare al n. 333.8496661. In alternativa si può utilizzare il Bivacco realizzato anch’esso dal Comune di Pagnona presso la sottostante Alpe Campo (sempre aperto, ma privo di attrezzatura, per cui occorre portarsi anche sacco a pelo e materassino).

ACCESSO STRADALE. Provenendo da Milano o da Sondrio, si segue la strada statale n. 36 (superstrada) fino all’uscita di Bellano. Si prosegue, seguendo le indicazioni per la Valsassina, fino a Taceno. Da qui si sale in Valvarrone fino a Pagnona  (punto di partenza dell’itinerario), passando per Margno, Casargo e Premana. Il parcheggio principale (in parte usato per il mercato al sabato mattina fino alle ore 14,00) si trova in centro al paese (c’è un altro parcheggio presso la chiesa).

ITINERARIO. Dal parcheggio in centro a Pagnona (m 830 circa), prendere un viuzza pedonale tra il Municipio (a dx) e due box privati (a sx). Raggiunta una stradina più larga si gira a sinistra e subito a destra per salire una scalinata (via Legnone) che esce sulla provinciale per Dervio (via Concordato, m 866), proprio dove inizia la mulattiera che sale al Rifugio Griera (cartelli indicatori anche per Alpe Subiale, Alpe Bedoledo e Monte Legnone). Seguendo la mulattiera si esce dal paese, si passa sotto alla costruzione in cemento armato dell’acquedotto e, oltrepassate due piccole case, ad un bivio, si sale a sinistra lungo il sentiero principale che entra nel bosco e raggiunge l’alpe Subiale (m 1073; fontana). Appena entrati tra le case, si incontra un bivio: andare a sinistra e poi subito a destra verso l’alto fino a una sorta di piazzetta in fondo alla quale si trovano le indicazioni della DOL (Dorsale Orobica Lecchese) per l’Alpe Campo e La Casniella. Oltre Subiale il sentiero si sposta a sinistra e raggiunge una bella costa panoramica lungo la quale, su terreno più ripido, arriva all’Alpe Bedoledo presso una fontana (m 1236). Qui si trova un bivio segnalato: a destra (vedi NOTA 1) si sale all’Alpe Campo (e quindi al Rifugio Griera e al Legnone) passando per l’Alpe Casniella; a sinistra si raggiunge la stessa meta passando per l’Alpe Vesina con un percorso leggermente più lungo ma meno ripido e altrettanto bello. Qui descrivo questo secondo itinerario: dal bivio si prende il sentiero che va a sinistra (indicazioni per Alpe Vesina, Alpe Campo e Legnone) e che, con un bel traverso nel bosco, raggiunge un piccolo ripiano nei pressi della strada militare che sale dall’Alpe Gallino. La si può raggiungere piegando a sinistra in leggera discesa. E’ meglio però proseguire lungo il sentiero che si sta seguendo e che, salendo nella bella faggeta, incrocia la strada più in alto (m 1360 circa). Si traversa la strada e si prosegue per l’evidente sentiero, sempre tra i faggi, arrivando di nuovo sulla strada militare più in alto, a circa 1450 metri di quota, poco a valle del tornante da cui si stacca a sinistra la breve deviazione per l’Alpe Vesina (m 1431), posta in bellissima posizione. Ora si segue la strada e si raggiunge l’Alpe Campo (m 1647 – 2 ore da Pagnona) poco più avanti della quale si trova il tornante destrorso (m 1665 circa) da cui si stacca il sentiero per il Forcellino e il Passo del Pik. Dall’Alpe Campo si sale in una decina di minuti al visibile Rifugio Griera (m 1720 circa).

Dal tornante a quota 1665 m, caratterizzato dalla presenza di un grosso larice isolato, si imbocca l’evidente sentiero che sale verso Nord (non ci sono cartelli indicatori, ma solo una freccia bianca e due segnavia rosso-bianco-rossi della DOL). Lo si segue fino a raggiungere il Forcellino (m 1800), posto a destra di un pulpito erboso (visibile sin dall’Alpe Campo). Qui il sentiero forma un bivio: si lascia la traccia della DOL che si abbassa a sinistra verso il fondo della Val d’Avano e si prende quella (molto meno evidente) che, a destra, traversa in salita il ripido prato a Nord del Forcellino fino a raggiungere il cosiddetto Passo del Pik (m 1854). Non si tratta di un colle, ma di un punto di passaggio su una cresta secondaria che scende in Val d’Avano. Il passo è segnalato da un palo metallico visibile dal Forcellino. Dal Passo del Pik inizia un esposto tratto roccioso attrezzato con una catena e un gradino metallico: ci si abbassa di qualche metro sul versante della Val d’Avano, poi si traversa a destra su una cengia mettendo piede su un ripido pendio erboso privo di tracce. Ci si deve abbassare traversando verso destra fino alla base delle rocce che chiudono a Nord il pendio stesso. Alla base delle rocce si trova una traccia discretamente evidente e la si segue stando all’inizio accanto all’incombente parete rocciosa. Quindi ci si allontana dalle rocce puntando a un evidente dosso pianeggiante ben visibile in mezzo alla Val d’Avano: non ci sono tracce ma il terreno è facile e così pure l’orientamento. Dal dosso (m 1870 circa) si procede in leggera salita verso Nord-Nord-Est raggiungendo e oltrepassando il torrentello (m 1900 circa). Ora si tratta di risalire il ripido pendio erboso che sale verso la cresta Ovest del Monte Legnone e che è caratterizzato da una sorta di costola (erbosa) poco marcata: lungo questa costola si sale abbastanza agevolmente anche se non ci sono tracce. Intorno ai 2045 m, dove il pendio diventa più ripido, si incontra una sorta di traccia che traversa verso sinistra in direzione della Porta dei Merli: la si può seguire per un tratto per poi abbandonarla e salire verso destra arrivando proprio dove si trova (visibile già con un certo anticipo) il cartello indicatore del Bivacco Cà de Legn (m 2146 – ore  1,20 dal tornante a m 1665).

Dal Bivacco si segue il tracciato della via più frequentata del Monte Legnone, quella che sale dal Rifugio Roccoli-Lorla lungo la cresta Ovest della montagna. Si tratta di un bel percorso molto panoramico. Il sentiero è evidente e segnalato, con qualche tratto esposto e attrezzato in alcuni punti. Alla fine, dopo aver superato un facile saltino roccioso (attrezzato), si raggiunge la cresta sommitale del Legnone nel punto in cui arriva anche l’itinerario che sale da Colico pasando dal Rifugio Alpe Scoggione. Da qui, volgendo a Sud si percorre la facile cresta rocciosa che, dopo un ultimo saltino roccioso, conduce sulla panoramicissima cima del Legnone (m 2609 – ore 1,10 dal bivacco; ore 2,30 dal tornante 1665 m; ore 4,30 da Pagnona, senza passare dal Rifugio Griera).

La discesa è naturalmente effettuabile lungo lo stesso itinerario. Qui ne indico un’altra, che sfrutta pressoché interamente la strada militare. Dalla cima si scende lungo la cresta Sud-Est, all’inizio con qualche elementare roccetta. Il percorso (segnalato con segnavia bianco-rossi  in quanto è la via normale che sale da Delebio passando dal Rifugio Alpe Legnone) non presenta particolari difficoltà anche se richiede un po’ di attenzione per via della ripidezza dei pendii laterali. A 2430 metri circa si lascia la cresta e ci si abbassa a destra raggiungendo la strada militare (visibile fin dalla cima) a circa 2395 m. A questo punto vale la pena di perdere qualche minuto per vedere le due gallerie cieche realizzate come ricovero quando fu costruita la strada militare: si trovano proprio sulla strada e le si incontra tornando a sinistra verso il filo della cresta. Per scendere a Pagnona bisogna invece seguire la strada militare verso destra (Ovest): si traversa così tutto il versante meridionale del Legnone: in alcuni punti la strada è franata, ma solo un punto (dove si tratta di traversare alla testata un ripido canale parzialmente roccioso) richiede a mio avviso particolare attenzione, specie se il terreno è bagnato o ghiacciato. Al termine del traverso si raggiunge la cresta Sud del Legnone a m 2299. Ora la strada scende lungo il ripido ed erboso versante Ovest della montagna: la si segue perdendo gradualmente quota raggiungendo il Rifugio Griera (m 1720 circa – ore 1,30 dalla cima). Da qui, seguendo il percorso della salita, si ritorna a Pagnona (ore 1,20; ore 2,50 dalla cima del Legnone).

NOTA 1. Dalla fontana di Bedoledo si va a destra, seguendo le indicazioni per La Casniella e il Monte Legnone. Alla fine delle case di Bedoledo si incontra un bivio: salire a sinistra nel bosco (segnavia talvolta sbiaditi) e, su terreno ripido, raggiungere la panoramica Alpe Casniella (m 1524), ombreggiata da un grande ciliegio (nel bosco stare attenti a non seguire una traccia secondaria che lascia il sentiero principale verso sinistra). Dietro la casa dell'Alpe Casniella, prendere il sentiero (cartello indicatore DOL per Alpe Campo e Rifugio Roccoli-Lorla) che sale traversando a sinistra fino a raggiungere un tornante della strada militare (m 1580 circa; piccola fonte). Seguendo la strada si arriva in breve all’Alpe Campo (m 1647) e, poco sopra, al Rifugio Griera (m 1720 circa  – 2 ore da Pagnona).

NOTA 2. Dall’Alpe Campo è possibile raggiungere il rifugio anche attraverso un altro percorso, a mio avviso più bello: lasciando la strada, si passa davanti alla lunga stalla e, oltrepassato il bivacco sempre aperto, si prende il sentiero che, verso Sud, raggiunge la “Piazza del Cücher” (m 1670 circa), dove si trova il cippo degli Alpini di Pagnona e da dove si gode uno splendido panorama sulla Valsassina e la Valvarrone. Dal cippo, salendo lungo la cresta erbosa (che è poi la cresta Sud del Legnone), si raggiunge la strada militare al tornante quota 1707 m e, poco dopo, il Rifugio Griera (questa deviazione allunga il percorso di pochi minuti).

NOTA 3. L’Alpe Campo e il Rifugio Griera sono raggiungibili da Pagnona anche seguendo dall’inizio la strada militare che si stacca poco sotto l’Alpe Gallino dalla provinciale che collega Pagnona a Dervio. Volendo seguire questo percorso sia in salita che in discesa converrà lasciare l’auto all’inizio della strada militare. Da Pagnona proseguire lungo la strada asfaltata (stretta) fino ad incontrare (dopo circa 2 km) la strada militare sterrata che si stacca sulla destra (m 950 circa). Seguirla in auto per un brevissimo tratto fino a un bivio: prendere a sinistra in leggera discesa e raggiungere un ampio spiazzo erboso davanti a una chiesetta (m 970 circa). Qui è possibile parcheggiare. Sulla destra della chiesetta si prende un sentiero che, salendo verso destra tra alcuni grandi castagni, raggiunge la strada militare presso le case dell’Alpe Gallino. Lungo la strada si trovano diverse evidenti scorciatoie (alcune anche segnalate con frecce e/o segnavia) che permettono di abbreviare il percorso. Questo itinerario ha un dislivello inferiore rispetto a quello che sale da Pagnona, ma richiede più o meno lo stesso tempo (circa 2 ore). Io sono salito da Pagnona per l’itinerario descritto nella relazione e sono sceso da questo percorso percorrendo poi a piedi, in circa mezz’ora, i due chilometri che mi separavano dall’auto lasciata a Pagnona (ore 1,45 dal Rifugio Griera).

 

 
 
 
 

CARTOGRAFIA:

Carta 1:35.000 GRIGNE-RESEGONE-CAMPELLI-TRE SIGNORI-LEGNONE, Comunità Montana Valsassina-Valvarrone-Val d'Esino e Riviera

Carta 1:35.000 LE GRIGNE-RESEGONE DI LECCO-LEGNONE, Zeta Beta Editrice, Verona

Carta 1:50.000 MENAGGIO, foglio 287, Carta Nazionale della Svizzera

Il problema di queste carte è che le quote indicate spesso non corrispondono: la stessa cima del Legnone è quotata 2609 m dalla carta svizzera e 2610 m dalle due carte italiane; in altri casi ci sono differenze più significative: ad esempio, la Bocchetta del Legnone (di cui nella relazione non ho indicato l'altezza) è quotata 2238 m dalla carta svizzera, 2249 m dalla carta della Comunità Montana, mentre non è quotata sulla carta della Zeta Beta. Nella mia relazione ho tenuto conto anche delle indicazioni delle relazioni rintracciabili sul sito del Comune di Pagnona e, ovviamente, dei dati del mio altimetro.

 

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