Piz Kesch - via normale

 

Roccia

 

SCHEDA TECNICA

DISLIVELLO: 1170 m

DURATA: 4,30 ore la salita; 3,50 ore la discesa

DIFFICOLTA': PD (II sulla cresta)

AGGIORNAMENTO RELAZIONE: luglio 2015

 

Il Piz Kesch (3418 m) è la cima più alta del versante sinistro idrografico della Valle dell’Inn (Alta Engadina). Dalla sua cima si gode una vista spettacolare che, verso lo spartiacque alpino, permette di ammirare una serie di grandi montagne: dall’Ortles all’Adamello, dal Gruppo del Bernina al Disgrazia. La sua salita è una bella ascensione varia e interessante che, dopo un avvicinamento su sentieri evidenti o comunque ben segnalati, propone una parte alpinistica non difficile ma divertente: la salita alla Porta d’Es-cha lungo una rampa-canale attrezzata, l’attraversamento del Giacciaio di Porchabella e, infine, la salita della cresta Nord-Est che alterna tratti di arrampicata a tracce su detriti.

 

Difficoltà complessiva: PD. Il Ghiacciaio di Porchabella non presenta difficoltà, ma occorre prestare attenzione ai crepacci. La salita della cresta Nord-Est (segnalata con piccoli segnavia rossi) presenta passaggi di II non troppo esposti. Ci sono diversi spit per assicurarsi. Attrezzatura: corda, piccozza, ramponi, casco, cordini e qualche rinvio.

 

La salita può essere effettuata in giornata, partendo molto presto dal parcheggio in località Punt Granda. Per chi viene da lontano, il punto d’appoggio ideale (in mancanza di soluzioni alternative) è costituito dalla Chamanna d’Es-cha (2594 m), che si trova proprio lungo l’itinerario di avvicinamento (tel. 0041.81.8541755).

 

ACCESSO STRADALE. Seguendo la strada statale dello Spluga si raggiunge Chiavenna; da qui si prosegue per il Passo del Maloja e per St. Moritz; oltrepassata la celebre località turistica, si continua in direzione di Zernez fino a La Punt. Da qui si prende a sinistra la strada per il passo dell’Albula (Albulapass). Dopo circa 7 km, in località Punt Granda (2251 m) si parcheggia in un ampio spiazzo a sinistra della strada.

 

ITINERARIO. Dal parcheggio in località Punt Granda (2251 m) si traversa la strada e si imbocca (cartelli indicatori per la Chamanna d’Es-cha) il sentiero evidente e segnalato (segnavia a tre strisce, due bianche e una rossa) che attraversa verso Est-Nord-Est i pascoli dell’Alps d’Alvra e raggiunge la Fuorcla Gualdauna (2491 m), visibile già dal parcheggio a sinistra del testone parzialmente erboso della quota 2605 m. Proseguendo oltre il colle, si entra nella Val d’Es-cha: il sentiero, quasi pianeggiante e sempre ben marcato, attraversa i ripidi pendii erbosi del versante destro idrografico della valle e raggiunge il ponte sull’Ova Pischa (2503 m). Proseguendo verso Nord-Est su pendii molto più dolci, il sentiero raggiunge in leggera salita la Chamanna d’Escha (2594 m; ore 1,30 dalla partenza), già visibile dalla Fuorcla Gualdauna guardando verso Nord-Nord-Est.

 

Il sentiero (ora fittamente segnalato con un segnavia a tre strisce, due bianche e una azzurra) risale il costone erboso su cui sorge il rifugio; più in alto lo si abbandona e si traversa a sinistra, raggiungendo il filo di una morena (2794 m); lo si segue per breve tratto, poi si traversa un’ampia conca detritica ai piedi della slanciata Guglia d’Es-cha ((3405 m) e, verso Nord-Ovest, si raggiunge un colletto (2937 m). Da qui si prosegue in piano lungo i ripidi pendii detritici alla base di una parete rocciosa (se ci sono nevai e la neve è dura, potrebbero essere necessari i ramponi), raggiungendo in breve la base della rampa-canale che sale alla Porta d’Es-cha (il primo intaglio da sinistra sulla cresta frastagliata che si ha di fronte). Si affronta la breve arrampicata grazie all’aiuto di una catena e si raggiunge l’intaglio (3008 m; ore 1,20 dalla Chamanna d’Es-cha), da dove si può vedere tutto il resto della salita.

 

Dalla Porta d’Es-cha si scende sul Ghiacciaio di Porchabella per un breve pendio di finissimo detrito. Si percorre quindi il ghiacciaio verso Ovest-Sud-Ovest con percorso evidente (di solito è presente una traccia perché la salita è abbastanza frequentata; prestare attenzione ai crepacci). Si raggiunge così la base della cresta Nord-Est del Piz Kesch, a 3220 m circa. Per un pendio detritico si raggiungono le prime rocce che si superano (II; alcuni spit) subito a destra di una rampa nevosa che sale dal ghiacciaio. Quindi ci si sposta a sinistra e si prosegue verso l’alto, stando sempre a sinistra del filo e superando (tracce e qualche segnavia rosso) tratti detritici, canalini e piccoli risalti rocciosi (II). A poche decine di metri dalla vetta, ci si sposta a destra e, raggiunto il filo della cresta, si supera un bel tratto di roccia ottima lungo una ventina di metri (II; 3 spit). Dopo questo passaggio si raggiunge in breve e facilmente la vetta (3418 m; ore 1,40 dalla Porta d’Es.cha; ore 3 dal rifugio; ore 4,30 dalla partenza).

 

DISCESA. Si svolge lungo il percorso della salita (ore 2,30 dalla vetta al rifugio; ore 3,50 fino al parcheggio in località Punt Granda).

 

 
 
 
 
 
 
 
 

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