Punta Giordani e Piramide Vincent

(Cresta del Soldato e traversata delle cime)

Roccia

SCHEDA TECNICA

DISLIVELLO: 955 metri

DURATA: 3,30 fino alla Punta Giordani, 1,30 dalla Punta Giordani alla Piramide Vincent

DIFFICOLTA': prevalentemente II e II+; un tiro (25/30 metri) di III- con un passaggio di IV-

AGGIORNAMENTO RELAZIONE: dati tecnici: luglio 1998; dati logistici: luglio 2003

 

Avevo spesso sentito parlare della Cresta del Soldato alla Punta Giordani, nel gruppo del Monte Rosa. Un amico l’aveva percorsa molti anni fa e ogni tanto, chiacchierando, tornava sull’argomento. Però non riusciva ad entusiasmarmi. Allora mi sembrava solo un modesto percorso con, al più, l’attrattiva di un bel tiro di roccia sulla grande placca che ne caratterizza l’ultimo tratto. Troppo poco: negli anni in cui anche per me “arrampicare era il massimo” solo le vie di un certo impegno mi parevano degne di attenzione. La Punta Giordani, nonostante i suoi 4000 metri, e la Cresta del Soldato, nonostante la sua bella placca, non godevano della mia considerazione.

Poi, per tanti motivi, le cose sono cambiate e con esse anche il mio rapporto con la montagna. Ho incominciato a cercare sensazioni diverse da quelle, comunque straordinarie, che mi offriva l'arrampicata pura, con le scarpette ai piedi e, al massimo, uno zainetto leggero sulle spalle. Ho guardato ad altre dimensioni dell'alpinismo, puntando a salite tecnicamente più facili ma in ambienti carichi di suggestioni particolari, come gli spazi solitari e silenziosi, l'alta montagna, i ghiacciai. Così, in qualche maniera, è riaffiorata in me l'idea di questa salita e con Roberto, in una bella giornata di luglio, l'abbiamo realizzata, ricavandone sensazioni, se non esaltanti (non è il tipo di salita che può offrirle), certamente piacevoli (il che non è poco). La traversata della Punta Giordani e della Piramide Vincent permette infatti di salire due “quattromila” lungo un percorso molto panoramico e non particolarmente difficile. L’arrampicata è divertente e si tiene per lo più su difficoltà modeste (II/II+), con l’eccezione della grande placca sotto la cima della Punta Giordani, che è più difficile.

La Cresta del Soldato, in realtà, è tutta la cresta che unisce la Punta Vittoria (m 3435) alla Punta Giordani. Il nome, assai singolare, le è stato assegnato da William Martin Conway, che la raggiunse nel 1884 insieme ad un soldato italiano, guardia di confine nell’anno del colera. Nell’itinerario qui proposto si percorre solo una parte della cresta, quella che costituisce la cresta sud-est della Punta Giordani.

Nel 1998 io e Roberto abbiamo fatto la salita in giornata, partendo da Alagna con la prima corsa della funivia che sale a Punta Indren. Oggi la cosa non è più possibile (a meno di essere velocissimi), perché la prima corsa è alle 8,45 e quindi si partirebbe da Punta Indren alle 9,30: si avrebbero così a disposizione sei ore e mezza per un percorso che a noi ha richiesto, con qualche breve sosta, esattamente un'ora in più. Noi non siamo stati particolarmente veloci, però non mi sento affatto di proporre l'itinerario in giornata. La salita si può effettuare partendo dal Rifugio Città di Mantova, che si trova a 3470 metri su un risalto roccioso tra il ghiacciaio del Lys e quello d'Indren. In questo caso ci si porta all'attacco con una traversata tra i ghiacciai d'Indren e di Bors, passando da una selletta all'altezza dell'arrivo del più alto degli skilift. Non ho potuto verificare sul terreno questo percorso, per cui rinvio alle informazioni che potrà fornire il custode del Rifugio Città di Mantova (telefono: 0163.78150).

Per raggiungere il rifugio: da Alagna Valsesia (Piemonte) si raggiunge con la funivia (telefono: 0163.922922) la stazione superiore di Punta Indren (la prima corsa di andata parte alle 8,45; l'ultima di ritorno alle 16,15 - però gli orari possono variare e quindi è meglio telefonare). Da qui si traversa in leggera salita (nord-ovest) il ghiacciaio d'Indren; dal suo bordo si continua a traversare (ovest) su sfasciumi e neve per poche centinaia di metri, quindi si volge decisamente a nord e si sale al rifugio (1 ora).

Per la salita della via riporto la relazione del percorso da me seguito partendo dalla stazione della funivia; dal rifugio si raggiungerà più direttamente la selletta quota 3700 m circa, da dove inizia la cresta sud-est della Punta Giordani.

Dalla stazione della funivia di Punta Indren (m 3260), si procede in direzione nord e ci si porta sul ghiacciaio di Bors; lo si attraversa tutto in salita (attenzione ai crepacci), puntando ad una sella nevosa (quota 3700 circa) all’inizio del tratto più ripido della Cresta del Soldato (che coincide con la cresta sud-est della Punta Giordani). La salita della cresta non presenta particolari difficoltà; il percorso è logico ed evidente. Dopo i primi salti, attenendosi al filo (consigliabile), la roccia è nel complesso bella. Nell’ultimo tratto si incontra una notevole placca di roccia solida. La si supera con un tiro di 25/30 metri; la difficoltà è di III-, con un breve tratto centrale più difficile (IV-), ma ben protetto da due chiodi ravvicinati. Poco sopra si raggiunge la cima della Punta Giordani (m 4046 - ore 3,30 da Punta Indren).

Si segue ora una cresta nevosa (facile) che, in leggera discesa, conduce alla base della cresta est-sud-est della Piramide Vincent. Il primo risalto si supera sulla destra, aggirandone uno spigolo grazie ad una cengia terrosa (facile ma esposta) e poi risalendone (rocce rotte ma abbastanza salde) il versante nord-est fino in cima. Si percorre ora un’aerea cresta nevosa (bellissimo il panorama sul sottostante ghiacciaio delle Piode) che conduce alla base del tratto roccioso finale. Lo si segue con bella arrampicata facile ed aerea (II/II+, roccia solida) fino alla calotta nevosa della sommità (m 4215 - ore 1,30 dalla Punta giordani).

La discesa avviene lungo la via normale. Scendendo in direzione nord-ovest si raggiunge la pista della via normale che sale alla Punta Gnifetti del Monte Rosa. Lungo questa, volgendo a sud, si arriva alla Capanna Gnifetti e da qui si rientra alla funivia di Punta Indren (ore 2/2,30). La facilità di questo percorso induce spesso a sottovalutare il fatto che ci si muove su un grande ghiacciaio non privo di crepacci (alcuni anche di notevoli dimensioni). La presenza della pista non deve assolutamente esimere dal comportarsi in modo adeguato alla situazione.

 

BIBLIOGRAFIA:

Gino Buscaini, MONTE ROSA (Guida dei Monti d'Italia) - CAI/TCI, 1991

 

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