Pizzo dei Tre Signori dalla Val Gerola

Passando per il Lago d'Inferno alla fine della primavera

(Val Gerola - Alpi Orobie/Lombardia)

 

Escursionismo

 

SCHEDA TECNICA

DISLIVELLO: 1100 m circa (calcolando una breve risalita sotto il Lago dell'Inferno)

DURATA: 4,00h (salita); 2,50h (discesa)

DIFFICOLTA': EE

AGGIORNAMENTO RELAZIONE: giugno 2019

 

Il Pizzo dei Tre Signori (2554 m) è una montagna assai popolare e frequentata, situata lungo la catena delle Alpi Orobie nel punto in cui si incontrano tre valli (la Val Gerola, tributaria della Valtellina, la Val Brembana e la Valsassina) che appartengono a tre province (Sondrio, Bergamo e Lecco). Il suo nome ha proprio a che fare con questa triplicità: un tempo, infatti, le tre valli appartenevano a tre diverse entità statali: la Repubblica di Venezia, lo Stato di Milano e la Repubblica delle Tre Leghe (Confederazione Elvetica) che, tra il 1512 e il 1797, occupava la Valtellina.

 

La salita del Pizzo dei Tre Signori, effettuabile da ognuna delle tre valli con difficoltà pressoché equivalenti, è di grande interesse escursionistico per la varietà dell’ambiente e per la bellezza del panorama che si gode dalla cima: dalle vicine Prealpi alle Orobie, dalle Alpi Centrali (con il gruppo del Bernina e il Monte Disgrazia in particolare evidenza) fino al Monte Rosa e ai “Quattromila” del Vallese.

 

Quella che propongo in questa pagina è una “variante” della classica salita dalla Val Gerola che passa dal Rifugio FALC e raggiunge la cima lungo la cresta Nord-Nord-Ovest. Alla fine della primavera è a mio parere divertente salire percorrendo il vallone ancora innevato che sale alla Bocchetta d’Inferno partendo dall’omonimo lago e poi seguendo l’ultima parte dell’itinerario che sale da Ornica (Val Brembana). L’esposizione a Nord consente alla neve di rimanere a lungo e, tra la fine di maggio e la metà di giugno, ce ne è ancora abbastanza per effettuare un percorso misto (almeno dal Lago dell’Inferno in poi) interessante e divertente.

 

La presenza della neve muta in parte il carattere dell’escursione, in particolare tra il Lago dell’Inferno e l’omonima bocchetta: si tratta infatti di traversare lingue di neve abbastanza  ripide che scendono direttamente nel lago alla base del Pizzo di Trona. E’ indispensabile avere con sé i ramponi perché la neve potrebbe essere dura (piccozza utile) ed è richiesta un’adeguata capacità di muoversi su questo tipo di terreno. Il vallone non è ripido, ma è bene affrontarlo al mattino (quindi all’andata), quando la neve ha una tenuta migliore.

 

Difficoltà EE (nel periodo indicato: prima la maggiore quantità di neve renderebbe la salita più impegnativa e, se fosse instabile, la renderebbe anche pericolosa per le valanghe nei tratti più ripidi). Naturalmente il, percorso è effettuabile anche in assenza di neve (stessa difficoltà: EE), ma forse risulterebbe meno divertente e meno interessante. Ricordo inoltre che la Bocchetta d’Inferno è raggiunta da un sentiero che parte dal Rifugio FALC; con la neve questo sentiero non è affatto consigliabile perché attraversa alcuni pendii molti ripidi ed esposti sul lago; senza neve è invece l’itinerario normale per arrivare alla Bocchetta d’Inferno dalla Val Gerola.

 

ACCESSO STRADALE. Raggiunta Morbegno, in Valtellina, si prende verso Sud la strada che sale in Valgerola, raggiungendo, dopo il bel paesino di Gerola Alta (1050 m). Oltrepassato di poco il centro abitato, si prende a destra la strada (indicazioni) che in 4,5 km raggiunge Laveggiolo (1471 m), dove si trova un buon parcheggio.

 

ITINERARIO. In fondo al parcheggio (1471 m), si prosegue lungo una stradina all’inizio ancora asfaltata, poi sterrata, che si inoltra nella Val Vedrano. Dopo una decina di minuti si incontra un sentiero che si stacca sulla sinistra (cartelli indicatori per i Rifugi FALC e Trona Soliva e per il Pizzo dei Tre Signori). Si segue questo sentiero che, pressoché in piano, raggiunge il fondo della valle; si oltrepassa (ponticello) il torrente e si sale fino a raggiungere nuovamente la strada sterrata. La si segue a sinistra, arrivando a una casa prima della quale, sulla destra, si stacca il sentiero. Lo si segue, si traversa nuovamente la strada e si prosegue fino a entrare nella Valle della Pietra, dominata da imponenti montagne, tra le quali spicca soprattutto la bella piramide rocciosa del Pizzo di Trona (sulla sua destra, il Pizzo dei Tre Signori appare meno slanciato e più basso per effetto della prospettiva). Proseguendo verso Sud-Sud-Ovest ci si inoltra nella valle, ritornando più avanti sulla strada sterrata, che si segue fino al Rifugio Trona Soliva (1907 m; ore 1,30 da Laveggiolo).

 

Poco oltre il rifugio, si prende il sentiero che si stacca sulla destra (cartelli indicatori per il Rifugio Falc, il Pizzo dei Tre Signori e il Lago dell’Inferno); in circa venti minuti si raggiunge il valloncello che sale alla Bocchetta di Trona, incontrando un bivio segnalato. Lasciato il sentiero che sale alla bocchetta, si prosegue verso Sud (cartello indicatore per il Lago dell’Inferno) fino a un bivio non segnalato. Abbassarsi a sinistra (segnavia bianco-rossi sbiaditi) in una caratteristica e corta valletta davanti al muraglione della diga del Lago dell’Inferno. Al termine della valletta ignorare il sentiero con i segnavia che sale a destra e proseguire verso la diga attraversando una conca detritica (sulle pareti che la circondano si vedono gli ingressi delle gallerie delle antiche miniere) fin quasi contro la diga. Ora il sentiero sale a sinistra e raggiunge il sommo della diga (2085 m; ore 0,50 dal Rifugio Trona Soliva; ore 2,20 da Laveggiolo).

 

Si sale a sinistra e si raggiunge in breve la casa dei custodi della diga (2105 m), dietro la quale (scritte in vernice su un masso per il Pizzo di Trona), attraversato un intrico di grossi massi, si prende un sentiero pianeggiante che si dirige verso Sud stando alto sopra il lago. Superata la deviazione (evidente ma non segnalata) per il Pizzo di Trona, si prosegue lungo il sentiero che, più avanti, finisce per perdersi nei pendii detritici sotto il Pizzo di Trona. In questo tratto, a inizio stagione sono presenti lingue di neve abbastanza ripide che, come detto nell’introduzione, possono richiedere l’uso dei ramponi. Al termine dei pendii detritici si continua a traversare su terreno in parte erboso (non ci sono tracce), entrando nel valloncello innevato che sale dal lago alla Bocchetta d’Inferno (nell’ultima parte della traversata, dove il sentiero è ormai inesistente, ci si può anche abbassare un po’ verso il lago, dove le lingue di neve sono meno ripide, entrando nel valloncello un poco più in basso). Si risale il vallone poco ripido, raggiungendo una strettoia con grossi massi: evitare di superarla in centro perché sotto scorre l’acqua e ciò può creare insidiosi buchi. Noi ci siamo tenuti completamente a sinistra, contro le rocce del Pizzo di Trona, senza incontrare particolari difficoltà. Si giunge così nella conca innevata sotto la Bocchetta di Trona, che si può raggiungere facilmente; oppure si può salire un corto canale innevato sulla destra: in cima al canale si incontra la traccia che proviene dalla bocchetta. Seguendo questa traccia verso destra su terreno innevato (segnavia e ometti) si raggiunge la cresta Nord-Nord-Ovest del Pizzo dei Tre Signori proprio alla base del ripido tratto finale. Volgendo a sinistra, si sale per tracce (numerosi segnavia), raggiungendo le roccette e le placche poco sotto la cima (corda fissa). A inizio stagione in questo tratto è quasi certo incontrare neve e ghiaccio. In tal caso occorre particolare attenzione, specialmente se la corda fissa è sepolta dalla neve (utili i ramponi). Superato questo tratto, si arriva in cima (2554 m; ore 1,40 dalla diga; ore 4,00 da Laveggiolo).

 

DISCESA. Disceso con cautela il primo ripido tratto, invece di piegare a destra verso la Bocchetta d’Inferno, si prosegue lungo la larga cresta Nord-Nord-Ovest del Pizzo dei Tre Signori, in questo tratto formata da placche rocciose poco inclinate intervallate (a inizio stagione) da ampi tratti innevati. Più in basso la cresta diviene più stretta: ci si tiene a sinistra del filo su terreno erboso, percorrendo un buon sentiero, interrotto in un breve tratto da una facile ma stretta cengia rocciosa da percorrere con attenzione. Il sentiero conduce alla Bocchetta di Piazzocco (2252 m), dalla quale ci si abbassa a destra fino alla vicina Bocchetta di Varrone (2126 m; ore 1,00 dalla cima), presso la quale (a Nord), si trova il Rifugio FALC (2120 m).

 

Dalla bocchetta (numerosi cartelli indicatori) si prende il sentiero che, verso Nord-Nord-Est, aggira a destra il dosso roccioso che separa la Bocchetta di Varrone dalla Bocchetta di Trona. In breve si raggiunge una struttura in cemento armato (forse la base di un vecchio edificio di servizio della diga): si lascia a destra il sentiero che scende alla diga e si prosegue verso Nord-Nord-Est (indicazioni a vernice) attraversando in discesa un tratto un po’ esposto (salti rocciosi) e raggiungendo la corta valletta percorsa all’andata. Tralasciando il sentiero che scende direttamente a Gerola Alta, si riprende il percorso dell’andata che, dopo una breve salita sulla sinistra della valletta, raggiunge il Rifugio Trona Soliva e infine Laveggiolo (ore 1,50 dalla Bocchetta di Varrone; ore 2,50 dal Pizzo dei Tre Signori).

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Escursionismo