Giro dei laghi della Val Gerola - Varianti

(Orobie valtellinesi - Lombardia)

 

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[1] Il Rifugio Benigni può essere raggiunto anche seguendo un altro percorso, che passa dal Piano di Salmurano (Foppe di Pescegallo) e dall’omonimo passo. Richiede più o meno lo stesso tempo di quello descritto nella relazione; è un po’ più facile ma, a mio parere, è anche meno interessante dal punto di vista ambientale, soprattutto per la presenza degli impianti di risalita e della relativa stradina di servizio.

 

Dal piazzale degli impianti di Pescegallo (1454 m), presso l’Albergo-ristorante-bar-pizzeria (chiuso), si prende la stradina sterrata che, incrociando diverse volte le piste da sci e tenendosi sul versante sinistro idrografico della valle, raggiunge il vasto piano dell’Alpe Salmurano e termina nei pressi del Rifugio Salmurano (1848 m), costruito presso l’arrivo della seggiovia che sale da Pescegallo. Da qui si segue una vaga traccia che sale verso Sud lungo i prati; poco prima di giungere all’arrivo dello skilift, si prende a destra (Sud-Ovest) un evidente sentiero che in breve raggiunge il Passo di Salmurano (2017 m; ore 1,40 dal piazzale di Pescegallo).

 

Nella prima parte della salita si può non seguire la strada sterrata: dietro l’Albergo-ristorante, lungo il bordo orientale della pista da sci, si individua un sentierino (segnavia rosso-bianco-rosso) che permette di salire più velocemente, incrociando in diversi punti la stradina sterrata fino a un tornante presso una piccola baita (poco oltre i 1600 metri di quota): da qui si segue costantemente la stradina sterrata.

 

Inoltre, una volta raggiunto l’inizio del piano, non è necessario arrivare fino al Rifugio Salmurano. Dopo l’ultimo tornante e prima di oltrepassare il torrentello si abbandona la strada verso destra e si raggiunge, a monte di un gruppo di grossi massi, un sentiero (visibile già dalla strada) che, tenendosi sul versante sinistro idrografico della conca, raggiunge direttamente il Passo di Salmurano, ricongiungendosi all’altro sentiero poco sotto il valico.

 

Dal Passo di Salmurano ci si abbassa di qualche metro sul versante bergamasco, quindi si traversa a destra (Ovest) e, perdendo un po’ di quota, si raggiunge l’inizio di un evidente canalone roccioso. Si risale questo canale (facile; qualche elementare passo roccioso) seguendo i segnavia e le evidenti tracce di passaggio; al suo termine, raggiunta una conca erbosa, il sentiero volge a destra (Nord) e, con ripida salita, raggiunge il pianoro dove si trova il Rifugio Benigni (2222 m; 40 minuti dal Passo di Salmurano; ore 2,20 dal piazzale di Pescegallo).

 

Il Rifugio Salmurano è raggiungibile naturalmente (ma meno “sportivamente”) anche in seggiovia, risparmiando un’ora di cammino e 400 metri di dislivello. Ma in estate la seggiovia apre solo nei week-end dalla fine di giugno a metà settembre e tutti i giorni nel mese di agosto. La prima corsa è alle 9,00 del mattino (dati del 2013).

 

 

[2] Dal Rifugio Benigni si può raggiungere la Bocchetta di Trona anche scavalcando la Cima Occidentale di Piazzotti (2349 m), ottimo punto panoramico. Il dislivello aumenta solo di un’ottantina di metri (traversando secondo il percorso descritto nella relazione si perdono infatti circa cinquanta metri di quota) e il tempo richiesto è il medesimo (circa 40 minuti). La difficoltà è però maggiore: la discesa dalla Cima Occidentale di Piazzotti è infatti valutabile EE.

 

Dal Rifugio Benigni o dal vicinissimo Lago Piazzotti ci si dirige verso Sud-Ovest e, lungo un buon sentiero, si percorre una facile cresta erbosa fino alla cima (2349 m; 20/25 minuti), dove si trova una croce ben visibile fin dal rifugio. In discesa si torna sui propri passi per alcune decine di metri, tenendosi però più vicini al filo della cresta, fino al punto da cui si stacca a destra la cresta Sud, che scende alla Bocchetta di Trona. La traccia che la percorre si tiene ora sui ripidi prati a sinistra, ora sul filo. Non ci sono segnavia ma il percorso è evidente; bisogna solo stare attenti alla ripidezza dei pendii e all’esposizione di alcuni tratti. Nell’ultimo tratto prima della bocchetta, la traccia si fa meno evidente; un salto roccioso si può aggirare sia a sinistra che a destra, prestando attenzione perché il terreno è, in entrambi i casi, ripido. Ritornati in cresta si raggiunge in breve la Bocchetta di Trona (2224 m; 15 minuti dalla cima).

 

 

[3] Dalla Bocchetta di Trona si può abbreviare il percorso limitandosi a raggiungere il Lago Rotondo, senza salire alla Bocchetta Paradisino e senza arrivare fino al Lago dell’Inferno. In caso di necessità si può anche scendere direttamente al Lago Zancone, riducendo ulteriormente la lunghezza della gita, ma perdendo la possibilità di ammirare quella vera e propria perla che è il Lago Rotondo.

 

Se si vuole raggiungere il Lago Rotondo, si segue il percorso descritto nella relazione. Per scendere senza proseguire verso il Lago dell’Inferno, si torna sui propri passi fino al bivio a 2180 m circa. Qui si lascia a destra il sentiero che arriva dalla Bocchetta di Trona e si prosegue verso il basso lungo il buon sentiero segnalato (segnavia n. 8). Raggiunto il fondo della Valle di Trona, a quota 2040 m circa, si incrocia il bel sentiero che scende direttamente dall’omonima bocchetta: lo si segue verso sinistra (indicazioni) e, più in basso, si incontra un altro bivio (1970 m circa; indicazioni). Se si prosegue diritti (buon sentiero; segnavia n. 8), si sta alti sopra il Lago Zancone, si traversa sotto il Pizzo Tronella (sul versante destro idrografico della valle) e si raggiunge la mulattiera che sale dal Lago di Trona. Da qui si prosegue verso destra come descritto nella relazione. Dal bivio a 1970 m si può invece continuare a scendere (traccia con segnavia) verso il Lago Zancone, raggiungendone prima la sponda settentrionale e poi quella meridionale, dove si incontra l’itinerario descritto nella relazione. Se si segue questa variante (passando per il Lago Zancone) il dislivello della gita si riduce di circa 200 metri e il tempo complessivo di circa 1,30 ore (Lago Rotondo-Piich: ore 1,20).

 

Dalla Bocchetta di Trona si può anche scendere direttamente verso il Lago Zancone seguendo il bel sentiero (segnavia n. 8) che percorre il fondo della Valle di Trona. Raggiunto il bivio a quota 1970 m circa si può scegliere se arrivare fino al Lago Zancone oppure tenersi alti traversando sotto il Pizzo Tronella (vedi sopra). Se si segue questa variante (passando per il Lago Zancone) il dislivello della gita si riduce di circa 300 metri e il tempo complessivo di circa 2,30 ore (Bocchetta di Trona-Piich: ore 1,30).

 

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