Monte Pilastro da Somana di Mandello

(Gruppo delle Grigne - Lombardia)

 

Escursionismo

 

SCHEDA TECNICA

DISLIVELLO: 1480 m circa (considerando qualche breve saliscendi sulla cresta finale)

DURATA: 4,15h (salita), 2,40h (discesa)

DIFFICOLTA': E fino alla Bocchetta di Calivazzo; EE la cresta che porta in cima

AGGIORNAMENTO RELAZIONE: maggio 2018

 

Il Monte Pilastro (1823 m) è in se stesso una montagna poco significativa; la guida del CAI/TCI del Gruppo delle Grigne gli dedica poche righe (peraltro in carattere ridotto), descrivendo solo il breve e facile itinerario che lo raggiunge dal Passo del Cainallo passando per il Monte Croce. Questa panoramica cima può essere però la meta di una lunga escursione che parte da Somana (frazione di Mandello del Lario) e che, a mio parere, non è priva di attrattive, in particolare nel tratto finale, che si svolge lungo una cresta ariosa e panoramica.

 

In questa pagina descriverò innanzitutto un “percorso base” che, senza toccare altre cime, raggiunge il Monte Pilastro passando dalle Bocchette di Verdascia e di Calivazzo e poi torna al punto di partenza percorrendo la Valle di Prada e poi la Valle di Era. Il dislivello è abbastanza notevole (quasi 1500 metri complessivi) e anche la lunghezza non è da trascurare (16/18 chilometri calcolati sulla cartina). Presenterò poi una serie di varianti che possono rendere più vario e interessante il percorso anche se ne aumentano il dislivello e l’impegno.

 

Difficoltà. Il “percorso base” è valutabile E fino alla Bocchetta di Calivazzo, EE da qui alla cima. La traversata dalla Bocchetta di Verdascia alla Bocchetta di Calivazzo si svolge su un sentiero ben tracciato ma stretto che attraversa pendii erbosi a tratti assai ripidi.

 

ACCESSO STRADALE. L’itinerario parte da Somana, una frazione di Mandello del Lario, sulla sponda orientale del Lago di Como a circa 10 km da Lecco. Una volta raggiunto Mandello, bisogna salire a Somana seguendo le rare indicazioni. Raggiunta la piazzetta della chiesa si può trovare parcheggio lungo la strada che sale a destra (Strada per Sonvico) oppure proseguendo diritti in Via di Era.

 

ITINERARIO (“percorso base”). Dalla Strada per Sonvico o dal parcheggio in Via di Era (360 m circa) si sale alla parte alta del paese (Contrada Sonvico). Dalla stretta stradina che attraversa le case si prende la viuzza acciottolata (segnavia 15 e 17 ma anche indicazioni per l’Itinerario della Memoria “Resistenza 2”) che esce dal paese verso Est-Nord-Est e diviene un bel sentiero lungo il quale si raggiunge il piccolo santuario di Santa Maria (664 m; ore 0,40 da Somana). Si prosegue verso Nord lungo il sentiero inoltrandosi nella Valle di Era. Si arriva così al bivio (760 m circa) dove gli itinerari 15 e 17 si separano: si prende a sinistra, in salita, il sentiero n. 17 (indicazioni per Calivazzo, Bocchetta di Prada e Rifugio Bogani) e lo si segue. A quota 960 m circa si incontra e si oltrepassa un bivio segnalato e si prosegue verso Nord praticamente in piano raggiungendo un altro bivio presso un bel faggio: si tiene la sinistra (il bivio non è segnalato, ma ci sono due segnavia a strisce orizzontali rosso-bianco-rosso sul faggio presso il bivio e su uno poco più avanti) e si raggiunge una baita in località Prà Vescovin (980 m circa). Qui si lascia il sentiero dell’itinerario 17 e si prende a sinistra (cartello indicatore per Bocchetta di Verdascia, Zucco Sileggio e Mandello; itinerario 17A) un sentierino che sale nel ripido prato (a destra si trova un’altra baita più grande). All’inizio la traccia è poco evidente, poi diviene più marcata: la si segue fino al sommo del prato e si rientra nel bosco. Su terreno ripido, con numerosi tornanti, il sentiero raggiunge la Bocchetta di Verdascia (1267 m; ore 1,30 dal santuario di Santa Maria; ore 2,10 da Somana).

 

Dalla Bocchetta di Verdascia si piega a destra seguendo sempre il sentiero 17A (cartello indicatore per Bocchetta di Calivazzo e Alpe di Lierna) che all’inizio sale ripidamente lungo la cresta erbosa dominata da una torre di roccia. Più in alto il sentiero piega a destra e, superata la crestina di uno spallone secondario, inizia (dapprima in leggera discesa) un lungo traverso lungo il versante orientale della Tagliata (1404 m) e poi lungo quello sud-orientale del Monte Palagia (1546 m) raggiungendo la Bocchetta di Calivazzo (1420 m; ore 0,45 dalla Bocchetta di Verdascia; ore 2,55 da Somana). Lungo il traverso il sentiero, talvolta più ampio, talvolta più stretto, percorre pendii erbosi o boscosi a tratti assai ripidi e regala belle visioni sul versante occidentale del Grignone e su quello settentrionale della Grignetta.

 

Dalla Bocchetta di Calivazzo si prende il sentiero 17D (cartello indicatore per Monte Pilastro e Monte Croce) che procede in piano verso Est e raggiunge in breve la cresta Sud-Sud-Ovest della Cima degli Eghen (1559 m); oltre la cresta, il sentiero continua traversando il versante sud-orientale della stessa cima e, con una breve ma ripida salita, raggiunge la cresta che collega la Cima degli Eghen al Monte Pilastro. Da qui si prosegue lungo questa cresta il cui versante nord-occidentale è all’inizio coperto da una bella faggeta. Il sentiero (indicato da vecchi segnavia rossi sui tronchi degli alberi e sui sassi) non è sempre evidente perché coperto dalle foglie dei faggi, ma non è particolarmente difficile da seguire: in generale si tiene nei pressi del filo della cresta o sul suo versante nord-occidentale. Il dorso della cresta è interrotto da alcuni salti rocciosi che si aggirano tutti a sinistra. Il primo si costeggia alla base su comodo sentiero, passando accanto a un singolare anfratto nella roccia. Nel caso del secondo bisogna fare un po’ più attenzione per trovare il giusto percorso sul pendio di erba e detriti sotto la barra rocciosa; a metà del pendio c’è un ometto: da qui bisogna salire (tracce confuse) fino alla base delle rocce, poi costeggiarle verso sinistra e quindi ritornare sulla cresta tornata erbosa. Arrivati alla base del terzo salto roccioso, un poco a sinistra del filo si trova la catena che agevola il superamento di una paretina di facili roccette e permette di ritornare definitivamente sul filo della cresta che ora diviene più delineato e arioso. Si procede sul crinale erboso (ormai privo di alberi e quindi molto panoramico) superando alcuni brevi e facili tratti rocciosi fino alla cima (1826 m; ore 1,20 dalla Bocchetta di Calivazzo; ore 4,15 da Somana).

 

DISCESA. Dalla cima si scende brevemente alla selletta erbosa successiva; da qui (cartello indicatore) ci si abbassa a destra lungo un buon sentiero che percorre la ripida cresta erbosa che scende verso la Bocchetta di Prada. Giunti all’affioramento roccioso del Sass di Lumach si può seguire con attenzione il percorso che lo discende direttamente (roccette; passi di I) oppure prendere una traccia che si abbassa verso destra sul pendio erboso e poi ritorna verso sinistra, raggiungendo la cresta poco a monte della Bocchetta di Prada che si raggiunge in breve (1626 m; 15 minuti).

 

Da qui si prende il sentiero 17 che scende verso Sud-Sud-Ovest nella Valle di Prada (cartello indicatore per Calivazzo, Somana e Mandello). Ci si abbassa lungo un pendio erboso, poi si entra nel bosco, si attraversa una prima radura e, dopo un altro tratto nel bosco, si arriva nella bella radura erbosa dell’Alpe di Calivazzo (1127 m): il sentiero è nel complesso evidente (si perde un po’ nel bosco), ma l’orientamento è facile perché basta seguire il fondo della valle. In fondo alla radura, di nuovo nel bosco, occorre individuare il sentiero per Era, che sale leggermente sulla sinistra della valle (segnavia rosso-bianco-rosso su un albero). Raggiunta in breve la costola che delimita la strettoia della valle, il sentiero scende decisamente nel bosco e attraversa due radure con alcune baite. Al termine della seconda radura si incontra un bivio non segnalato: si può andare sia diritti che abbassarsi a destra verso il torrente (percorso più diretto) e si arriva alle numerose case di Era (832 m), nell’omonima valle (ore 1,10 dalla Bocchetta di Prada; ore 1,25 dal Monte Pilastro). Poco prima di arrivare alla chiesetta, sulla sinistra, si trova un fontanella di acqua freschissima.

 

Da Era si prosegue verso Sud lungo l'evidente tracciato del sentiero 17 che riporta (ci sono un paio di brevi risalite) al piccolo santuario di Santa Maria e quindi, lungo il percorso seguito all'andata, a Sonvico e a Somana (ore 1,15 da Era; ore 2,40 dal Monte Pilastro).

 

VARIANTI. Come ho detto all'inizio, la salita al Monte Pilastro da Somana presenta la possibilità di scegliere numerose varianti che naturalmente ne aumentano lunghezza e dislivello e che, in alcuni casi, rendono anche più impegnativa la gita. Le descriverò in una pagina apposita:

Monte Pilastro da Somana di Mandello - Varianti

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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