Monte Pilastro da Somana - Variante 1

 

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Su uno dei primissimi tratti di roccette attrezzate (anche se si fa molta fatica a vedere la catena) nella prima parte dell'itinerario sopra il santuario di Santa Maria (visibile). Su questi passaggi, l'esposizione quasi nulla e la facilità dell'arrampicata non invitano a tirar fuori l'attrezzatura. A partire dal traverso a quota 960 m circa le cose cambiano: il tratto roccioso da superare è più ripido e più esposto: anche se le difficoltà restano limitate, la prudenza richiede di indossare il casco e il kit da ferrata.
   
Dallo Zucco di Morterolo (1153 m) si può ammirare la parte finale della salita. Sopra le chiome degli alberi in primo piano si vede il passaggio roccioso attrezzato verticale nei primi metri; più in alto si osserva la parete di roccia che si supera grazie alle due scale e ad altre catene. Le scale si trovano a sinistra dell'evidente speroncino visibile nel punto di passaggio tra la parte illuminata e la parte in ombra della parete rocciosa.
   
Ed ecco la parete attrezzata con le due scale: la prima si vede nella sua interezza, la seconda si intravede appena alla sua destra, in alto. La parete rocciosa è assolutamente verticale e a tratti strapiombante, però le scale sono posizionate in modo da risultare ripidissime (specie la prima), ma "al di qua della verticale". Rispetto alla moderna concezione della via ferrata, questo passaggio può apparire banale, ma risulta comunque spettacolare ed emozionante (per quanto ridotto a pochissime decine di metri).
   
Ho scattato questa foto con i piedi appoggiati sulla barra di ferro che facilita il passaggio tra le due scale. Si può notare come la scala, che all'altezza dei miei piedi sfiora la parete, in basso sia piuttosto distante dalla roccia: in questo modo è stata un po' attenuata la sua verticalità. Il casco sullo zaino non è esattamente nel posto in cui deve essere salendo una ferrata! Non è un bell'esempio, lo so, ma queste sono le uniche foto che avevo.
   
All'uscita della seconda scala, decisamente meno ripida ed esposta (oltre che più corta) della prima. In basso si vede la cresta percorsa tra lo Zucco di Morterolo e la parete attrezzata (si può notare anche un tratto del sentiero che la percorre). Alla grande croce che anticipa la cima dello Zucco di Sileggio manca ormai poco.
   

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