Terza tappa: da Varenna a Dervio

(Sentiero del Viandante - Lario orientale/Lombardia)

 

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SCHEDA TECNICA

DISLIVELLO: 460 metri

SVILUPPO: 10,5 km

DURATA: ore 4,20

DIFFICOLTA': T/E

AGGIORNAMENTO RELAZIONE: giugno 2010

 

Dalla stazione di Varenna (m 240 circa) scendere in via per Esino; verso destra raggiungere la provinciale del lago, svoltare a sinistra, superare il ponte sul torrente Esino e, dopo circa 70/80 metri, prendere a sinistra la piccola via della Croce a gradoni di pavé (cartello per Vezio e Perledo, oltre a una vecchia targa di marmo con l’indicazione per la Capanna Monza). La stradina fa subito una svolta a destra e poco dopo incrocia una via acciottolata (via per Vezio) che sale a sinistra. Seguire questa stradina pedonale, superare l’incrocio con una strada privata e raggiungere le case di Vezio proprio sotto la piccola piazzetta Belvedere (m 360), dove si incontra il Sentiero del Viandante (25 minuti dalla stazione). Lasciare sulla destra gli itinerari che salgono alla piazzetta e proseguono per Varenna (variante alta e variante bassa), scendere a sinistra (cartello) lungo una stradina dapprima a gradoni acciottolati e poi sterrata, traversare di nuovo la strada privata e continuare a scendere (cartello) su percorso sterrato fino al vecchio ponte in pietra che supera il torrente Esino (m 290 circa) nei pressi del rustico edificio abbandonato del Crotto del Pepott. Oltre il ponte salire lungo una gradinata fino a raggiungere la strada asfaltata che da Varenna porta a Vezio (cartello). Traversare la strada, andare a sinistra e incontrare subito una mulattiera a gradoni (cartello e cartelli turistici per Perledo, Regolo e Bellano) che sale a destra e raggiunge in breve la cappella della Madonna di Campallo (m 330 circa). Lasciare a destra la mulattiera che sale a Perledo, passare sotto il portico della cappella (cartello) e proseguire diritti. Ignorare un’altra deviazione a destra e raggiungere le case di Regolo (frazione di Perledo). Salire tra esse per gradoni acciottolati (cartello) e raggiungere la Piazzetta Bassa, dove si trova la piccola chiesa di San Giovanni Battista (m 355). Traversare la piazzetta verso Nord e imboccare la stretta via degli Orti (cartello); si raggiunge quindi la strada asfaltata per Esino, la si traversa e si prosegue (cartello) lungo la mulattiera. Ad un bivio si lascia a destra il tracciato per Bologna, Gisazio e Bosco delle Streghe; si prosegue diritti e si raggiunge in breve un’altra strada asfaltata (via alla Cava Alta). La si segue verso destra (cartello), passando alla base della muraglia dell’ex cava di marmo nero di Varenna. Proseguendo lungo la strada asfaltata verso Nord si raggiunge, dopo circa 800 metri, una cappellina (m 415 – cartello) e quindi, sempre lungo la strada, si scende fino ad incrociare, dopo circa 200 metri, la strada asfaltata per Gittana (a sinistra) e Regoledo (a destra). La si traversa e si imbocca una mulattiera (cartello) che entra nel bosco. Si incontra una prima cappella (presso cui sale, da sinistra, una mulattiera) e, poco più avanti, un bivio (cartello): tenere il percorso principale, che va a sinistra in leggera discesa. Si raggiunge quindi un ponte (m 390 circa – cartello) presso il quale arriva, da sinistra, il sentiero che sale da Gittana. Proseguire oltre il ponte, incontrare un’altra cappelletta  e quindi un altro bivio (cartello) sotto le case di Cestaglia: tenere la sinistra. Dopo una casa rustica il sentiero scende fino ad un ponte (m 365 circa) che scavalca il fosso in cui saliva (fino alla metà degli anni Cinquanta) la funicolare che da Riva di Gittana portava allo stabilimento idroterapico di Regoledo (prima del ponte si stacca sulla destra il sentiero segnalato per Gisazio, Albiga e Monte San Defendente). Si oltrepassa il ponte (cartello), si raggiunge una cappella e si prosegue lungo la bella mulattiera acciottolata nel bosco (dove le piante si diradano si ha una bella vista su Bellano, Dervio e sull’Alto Lario). Ci si abbassa fino a dei casolari (m 340 circa), quindi si passa davanti al grosso edificio della Fabbrica (m 350) dopo il quale si incontra un bivio (cartello). Si va a sinistra in discesa e si raggiunge la Cappella dell’Addolorata (m 300). Si prosegue in discesa e si arriva alle prime case di Bellano. Un ultimo tratto a gradoni conduce alla strada asfaltata (S.P. 62) che da Bellano sale in Valsassina (m 250 circa). Si segue verso destra e in leggera salita la strada per un centinaio di metri fino ad incontrare sulla sinistra una stradina acciottolata (cartello). La si segue, si scavalca su un ponte l’Orrido di Bellano e si raggiunge la chiesa di san Rocco (m 240 circa – ore 1,50 da Vezio; ore 2,15 dalla stazione di Varenna), dalla quale, scendendo a sinistra, si raggiunge in pochi minuti il centro di Bellano.

 

A sinistra della chiesa di San Rocco (cartello) si prende una stradina pedonale a gradoni acciottolati (via per Ombriaco) che sale tra le chiesa e il cimitero di Bellano. Si raggiunge un bivio con due cappellette (cartello). Proseguire a destra e per un ripido tratto a gradoni acciottolati raggiungere un incrocio a T tra le case di Ombriaco. Andare a sinistra e dopo pochi metri arrivare ad un altro incrocia a T presso un lavatoio. Andare a sinistra (cartello) in direzione del Santuario di Lezzeno (cartello turistico). Si raggiunge la strada asfaltata che sale a Lezzeno e a Vendrogno (S.P. 66) proprio su un tornante e si prende la mulattiera acciottolata a gradoni che si stacca sulla destra del tornante; raggiunta di nuovo la strada asfaltata, la si traversa e si prende una corta rampa asfaltata che sale a sinistra. Al suo termine si prende di nuovo la mulattiera acciottolata e si arriva al bel prato alberato alle spalle del Santuario di Lezzeno (m 369 – 25 minuti dalla chiesa di San Rocco; ore 2,40 dalla stazione di Varenna), che vale la pena di visitare.

 

Dallo spiazzo davanti al santuario portarsi sulla sua sinistra (Nord) e imboccare, a sinistra, una strada acciottolata. Dopo una ventina di metri prendere una stretta viuzza a destra e arrivare sulla strada asfaltata. Seguirla per poche decine di metri fino a incontrare un bivio; andare a destra, sempre su una strada asfaltata che quasi subito diventa molto stretta e entra tra le case. Tralasciando una deviazione a destra, si prosegue diritti e si raggiunge un altro bivio appena sopra la strada asfaltata per Vendrogno (S.P. 66). Si va a destra (cartello) su una bella mulattiera a gradoni acciottolati; superato un lavatoio si va a sinistra lungo un sentiero che in breve va ad incrociare la strada asfaltata. La si traversa e si prende una scalinata (cartello) che scende alle case della località Valletta. Giunti alle case si tralascia una discesa sulla sinistra, si va diritti in piano tra le case e si raggiungono due casolari (m 376) all’inizio del bosco. Si passa tra i casolari e subito dopo (cartello) si scende nel bosco per una larga mulattiera a gradoni  fino a un rustico ponticello in pietra (m 350) presso il quale arriva, da sinistra, un sentiero che si ignora. Dopo il ponte si percorre un bel tratto panoramico su Dervio e sul’Alto Lario. Si perde ancora quota, si ignora un altro sentiero che sale da sinistra, e si raggiunge (qui siamo poco sopra la superstrada) un altro ponte (m 336) che scavalca una suggestiva forra (Valle dei Mulini). Dopo il ponte si ignora un sentiero che sale a destra e si raggiunge un ponticello (m 330), dopo il quale si incontra un evidente bivio non segnalato. Verso destra si sale a Pendaglio; il Sentiero del Viandante scende invece a sinistra per una larga mulattiera a gradoni acciottolati recentemente sistemati e raggiunge la strada asfaltata a Oro (m 304). Seguire la strada asfaltata verso destra per circa 200 metri fino ad un bivio; prendere la diramazione di destra (cartello visibile solo all’ultimo momento) e proseguire in salita sempre su strada asfaltata. Ignorare una mulattiera a gradini che sale sulla destra, oltrepassare uno slargo (parcheggio) e poco dopo prendere la mulattiera che si stacca (cartello) a sinistra della strada. Seguendo la mulattiera si attraversa un ponte e si raggiunge un bivio (m 365 circa); si lascia a destra l’itinerario che sale a Ronchi, Monte Alto e Cascine Pratolungo e si procede diritti (cartello). Al successivo bivio non salire a destra ma proseguire diritti in leggera discesa. Dopo una cappelletta si scende per gradoni acciottolati fino ad un nuovo bivio; a destra si sale a Ronchi, il Sentiero del Viandante scende a sinistra (cartello) per una larga mulattiera a gradoni acciottolati in vista di Dervio. Si oltrepassa un ponte (m 235 circa – cartello) e si raggiunge Dervio in via Duca d’Aosta nelle vicinanze del Crotto del Céch (m 213). Si segue questa strada asfaltata verso destra (Nord) per circa 700 metri fino alla chiesetta dei Santi Quirico e Giulitta (m 230 circa). Poco più avanti si supera il ponte sul torrente Varrone e si prosegue diritti lungo via Diaz (prosecuzione della via Duca d’Aosta dopo il ponte), lasciando il Sentiero del Viandante che, una ventina di metri dopo il ponte, gira a destra (cartello) in via Pietro Giglio. Continuando lungo via Diaz, fatti circa 200 metri dopo il ponte, si gira a sinistra in via XX settembre e la si segue fin dove piega a sinistra. A questo punto si entra in un'area verde alberata sulla destra, la si attraversa e, lungo una scalinata, si scende nel piazzale dove si trova l'ingresso della stazione ferroviaria di Dervio (ore 1,40 dal Santuario di Lezzeno; ore 4,20 dalla stazione di Varenna).

 

PROSECUZIONE FINO A DORIO

Superato il ponte sul torrente Varrone, dopo una ventina di metri, si prende a destra (cartello) la via Pietro Giglio. Ignorando due deviazioni che scendono a destra, si raggiunge la stretta via al Castello: andando a destra si arriva sulla strada per la Valvarrone (provinciale n. 67) presso la freschissima Fonte delle Lavine. Da qui si prosegue seguendo la descrizione della tappa seguente fino alla chiesetta di San Giorgio (m 299 – ore 1,15 da Dervio). Per scendere a Dorio, lasciato il Sentiero del Viandante che sale a Mandonico, si prende (cartello turistico) un sentiero acciottolato (all’inizio però invaso dall’erba) che parte dalla chiesetta e scende in paese dietro la chiesa parrocchiale. Dalla piazzetta davanti alla chiesa si prende la piccola via alla Chiesa e, abbassandosi tra le case, si raggiunge la provinciale del lago. Si svolta a destra e in breve si arriva all’altezza della stazione ferroviaria (m 210), a cui si scende per una lunga scalinata (15 minuti da San Giorgio; ore 5,40 dalla stazione di Varenna). In questo caso la lunghezza della tappa sale a 14 km e il dislivello è di 580 metri.

 

      

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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