Il castello di Vezio

 

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Il castello di Vezio (frazione del comune di Perledo) visto dal sentiero che sale a Ortanella, lungo la variante alta della seconda tappa. L'edificio domina dall'alto Varenna e il lago, offrendo (specie dalla sommità della torre principale) uno straordinario panorama. La pittoresca costruzione è un tipico esempio di castello-recinto, costituito da una torre centrale indipendente circondata da una cinta di mura su cui si alzano alcune torri minori. La sua origine non è chiara. Alcuni autori la fanno risalire ai Romani che, probabilmente, costruirono a Vezio una torre per il controllo delle sponde del lago, su cui, nel frattempo, era sorta Varenna. Ben poco si sa di Vezio e del castello nell'alto Medioevo. Certa è invece l'esistenza dell'edifico nel Basso Medioevo. Alcuni pensano che i primi edificatori del castello siano stati gli abitanti dell'Isola Comacina, giunti esuli a Varenna dopo essere stati sconfitti da Como nel 1169. Questa ipotesi è scartata dalla maggior parte degli storici; più probabilmente i Comacini furono autori di un vasto intervento edilizio che interessò anche Varenna oltre al castello (che fu cinto di muraglioni). L'edificio assunse l'aspetto che conosciamo e svolse funzioni non solo di avvistamento e segnalazione, ma anche di rifugio della popolazione di Varenna durante gli assalti dei Comaschi, che durarono per tutto il Basso Medioevo. In seguito il castello divenne proprietà della parrocchia di Varenna, poi dei conti Sfrondati e quindi dei Serbelloni, cha la mantennero fino all'Ottocento. Infine subentrarono gli attuali proprietari (la famiglia Greppi Di Robilant). Dal 1994 l'edificio è affittato all'Associazione Turistica Castello di Vezio che ne cura la gestione. Per conoscere i periodi di apertura (in genere da marzo a ottobre) e gli orari di visita si può consultare il sito www.castellodivezio.it

La foto a sinistra mostra la torre principale del castello vista dal giardino che si affaccia sul lago. A destra vediamo invece un'immagine della mostra permanente dedicata al Lariosauro e visibile all'interno della torre. L'esposizione comprende i calchi di diversi esemplari ritrovati nei dintorni di Perledo, a Varese e nel resto del mondo. Il Lariosauro era un rettile di medie dimensioni (arrivava ad 1 metro di lunghezza) appartenente al gruppo dei Sauropterigi (rettili acquatici estinti). Viveva nelle lagune salmastre o lungo le coste marine, nutrendosi di pesci che afferrava coi denti e inghiottiva interi. La maggior parte degli esemplari fossili ritrovati risale al Triassico Medio (245/228 milioni di anni fa). Il nome gli è stato attribuito nel 1847, dopo il ritrovamento di diversi esemplari nella zona di Perledo.

Nella foto a sinistra, scattata dalla cima della torre principale, si vede una delle torri aperte costruite lungo il recinto perimetrale del castello. A destra vediamo invece "Regina", una poiana ferruginosa, ospite insieme ad altri volatili (due poiane di Harris, un barbagianni e un gufo reale europeo) del centro di cura e addestramento dei rapaci ospitato da qualche anno all'interno del castello. Sono tutti animali nati e cresciuti in cattività (quindi non potrebbero sopravvivere in natura). Tempo permettendo, i rapaci sono esposti nel giardino del castello, possono quindi essere ammirati da vicino e fotografati (rigorosamente senza flash!). Essi sono affidati a un falconiere che, tutti i giorni, li addestra al volo. Il pubblico può assistere a questi voli e, in questo modo, ha la possibilità conoscere e apprezzare l'antica arte della falconeria (praticata in Europa dall'Alto Medioevo). Gli orari delle esercitazioni variano di continuo e sono pubblicati anche sul sito del castello. Conviene quindi consultarlo prima della visita. Per un approfondimento sulla falconeria al castello di Vezio, cliccare qui.

Nel castello sono in mostra alcune armature (in parte ritrovate nel 1955/56 durante i lavori di ristrutturazione operati dagli attuali proprietari dell'edificio). Il minaccioso guerriero della foto a sinistra ci accoglie all'ingresso della torre principale mentre gli altri reperti sono esposti nella torre della foto sopra a sinistra. Nella foto qui a destra si vedono invece i "fantasmi" che abitano il castello durante la bella stagione: si tratta di sculture di gesso realizzate ogni anno grazie ai turisti che accettano di mettersi in posa dopo essere stati coperti di garza e gesso. Dopo una ventina di minuti, la scultura viene sfilata e resta esposta fino alla chiusura invernale. Nel castello si possono ammirare anche altre sculture, come le statue in legno di Luigi Gambato e i totem di legno e ceramica di Sergio Pagliai.

Questa foto è stata scattata in autunno nel giardino del castello che si affaccia sul lago e da cui si gode anche una bella vista sul nucleo più antico di Varenna, posto proprio ai piedi dello sperone roccioso su cui sorge il castello. Poco sopra il fantasma appoggiato alla balaustra si vede la penisola di Bellagio. Il giardino è ricco soprattutto di ulivi che, oltre ad abbellire il luogo, producono un ottimo olio.

Tutte le informazioni contenute in questa pagina sono state ricavate dal depliant distribuito presso la biglietteria del castello e dal sito "castellodivezio.it".

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